Gli scontri fra ultras e Daniele Belardinelli
Gli scontri fra ultras e Daniele Belardinelli

Milano, 18 gennaio 2019 - Alessandro Martinoli, il 48enne arrestato ieri nell'ambito dell'indagine sulla morte di Daniele Belardinelli, ha ammesso stamane davanti al gip Guido Salvini di avere accoltellato all'addome un tifoso del Napoli prima della partita tra il club partenopeo e l'Inter il 26 dicembre scorso. Al magistrato, l'uomo, accusato di rissa aggravata e lesioni, ha spiegato di avere un rapporto molto stretto di amicizia con Belardinelli, nella cui casa ha dormito la sera di Natale. Ha negato poi di avere militanze nell'estrema destra, pur facendo parte del gruppo 'Blood and Honour' della tifoseria del Varese, a cui fanno riferimento anche molti appartenenti della destra radicale. Martinoli era stato riconosciuto anche dalla Digos nell'atto di colpire il tifoso napoletano dai filmati acquisti agli atti dell'inchiesta che punta a far luce sulla morte di 'Dede', investito da una o due auto (ancora non e' chiaro). 

Interrogato nelle scorse settimane non aveva ammesso di aver partecipato agli scontri e aveva sostenuto che i suoi vestiti erano sporchi di sangue perché era caduto in un cespuglio. Oggi, anche in lacrime, ha confessato l'accoltellamento e ha spiegato di non aver visto l'investimento del suo amico Belardinelli. Erano arrivati assieme a Milano ma poi, prima di via Novara, si sarebbero separati. Ciccarelli sarà interrogato lunedì. Assieme a Martinoli ieri e' stato arrestato Nino Ciccarelli, il fondatore dei 'Viking', gruppo storico della curva interista.