A sinistra un brindisi fra i candidati e i loro “allenatori” all’uscita dal Forum
A sinistra un brindisi fra i candidati e i loro “allenatori” all’uscita dal Forum

Milano, 4 settembre 2019 - Il più giovane non è ancora maggiorenne, ha 17 anni: dopo avere conquistato la maturità con un anno d’anticipo sogna il camice bianco. Al suo fianco, al Forum di Assago, c’è chi tenta il test a 60 anni. Medicina è sempre più donna: sono 2.293 le candidate, più del doppio dei colleghi (901). Con un quarto d’ora accademico di ritardo, alle 11.15 scatta la prova per 3.203 persone in lizza per un posto a Medicina o Odontoiatria: erano 3.486 gli iscritti per la Statale di Milano. Circa il 92% si è presentato all’appello. Come in Bicocca, che quest’anno ha segnato il record di candidati: 2.050 partecipanti su 2.220 (+17% di iscritti rispetto all’anno scorso). Qui saranno 160 i posti a disposizione (erano 147), il 68% dei partecipanti è donna e il 33% viene da fuori regione. Alle porte del Forum la protesta del Fronte della Gioventù Comunista e di Link Studenti Indipendenti contro il numero chiuso e pronti a dichiarare a suon di flashmob «l’emergenza sanitaria».

All'uscita si volantinano “piani B” in caso di sconfitta - dall’Osteopatia al ricorso - ma più in punta di piedi rispetto all’anno scorso. I candidati escono col cellulare in mano per controllare le soluzioni, chiamano a casa per sfogarsi un po’ : «Sopravvissuti, ma che fatica». La maggioranza di loro è fresca di diploma: dopo aver sperimentato la nuova maturità - quella delle temute tre buste - ha testato pure il nuovo quizzone di Medicina. Meno logica, più cultura generale. I più escono con lo sguardo perplesso: «Quale dei seguenti romanzieri fu anche un medico?», il tormentone della giornata. «Che ci faceva quella domanda lì? Molto meglio i quesiti di chimica. Cultura generale è un terno al lotto».

C’è chi esce in lacrime, chi si abbandona in un abbraccio e chi brinda insieme ai “TestBusters”, studenti che hanno saltato l’ostacolo anni fa e in queste settimane hanno cercato di allenarli al meglio. In attesa del verdetto e delle graduatorie nazionali, si valutano le altre opzioni - da Economia a Ingegneria, passando da Biotecnologie - e si tentano altri test, ma il chiodo fisso è Medicina: «Lo sogno dalle medie - confessa Giulia - mi piacerebbe diventare cardiochirurgo». «Io vorrei fare lo psichiatra o il neurologo», dice Davide. E da un rapido sondaggio alle porte del Forum, sembrano le specialità più ambite, mentre il povero “medico di base”, così necessario, sembra aver perso il suo fascino: «Troppo statico», «Un po’ noioso», «Meglio specializzarsi», «Mai preso in considerazione». Raro sentire: «Perché no? Io non lo escludo mica, ma iniziamo a entrare in graduatoria. C’è tempo per scegliere». E c’è chi non nasconde forti motivazioni e gli occhi lucidi: «Purtroppo ho avuto un lutto in famiglia, è stato così che ho capito cosa voglio fare nella vita: cercare una cura, alleviare il dolore, aiutare gli altri. Devo farcela per questo. E se non dovessi riuscire a entrare ci proverò ancora. Non rinuncio».