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15 nov 2021

Vaccino Covid in Lombardia, terza dose: già quasi un milione di richieste

Tra iniezioni e prenotazioni. Bertolaso: "E' inevitabile, dovremo farla tutti"

giulia bonezzi
Cronaca

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Sfiorano il milione, tra iniettati e prenotati, i richiami di vaccino antiCovid in Lombardia. Nel senso di terza dose, che "è inevitabile, la dovranno fare tutti", rompe gli indugi il coordinatore della campagna Guido Bertolaso alla cerimonia con la quale la Regione ringrazia i quindicimila volontari della Protezione civile che hanno servito durante l’emergenza pandemica: per aver sfidato il virus e reso possibile a 8 milioni 18.634 lombardi aggiornati a domenica di completare il primo ciclo vaccinale riceveranno un nastrino. Il governatore Attilio Fontana lancia un appello ad "aderire con determinazione" alla terza dose e, per chi ancora non si è vaccinato, a farlo, perché il vaccino, sottolinea ancora Bertolaso, "è l’unica vera arma che abbiamo contro il Covid".

E il Covid sta rialzando la testa anche nella Lombardia che ha coperto con un ciclo completo l’80% della popolazione generale inclusi i bambini al momento non vaccinabili, e per questo è "una delle regioni con l’incidenza più bassa in Italia", rivendica Bertolaso: ieri i tamponi domenicali a scartamento ridotto (36.806) hanno certificato 506 nuovi contagiati, ma da mercoledì se scoprono ne più di mille nei giorni normali. I ricoverati per Covid nei reparti degli ospedali ieri erano 460, ventisei in più rispetto all’inizio del weekend; in terapia intensiva ancora stabili a 50, ma pure nelle rianimazioni "ci dobbiamo aspettare un incremento" conseguente "almeno del 10-15% nei prossimi giorni", avverte il coordinatore delle terapie intensive lombarde Antonio Pesenti. Numeri assoluti comunque "piccoli" rispetto ai 1.500 intubati dell’anno scorso, chiarisce, e composti per "la stragrande maggioranza" di non vaccinati: "Su centomila vaccinati abbiamo uno-due ricoveri in terapia intensiva, per ogni centomila non vaccinati sono tra 20 e 30".

D’altra parte, la protezione quantomeno contro l’infezione si riduce a molti mesi dalla vaccinazione, che sono trascorsi non solo per i sanitari, gli ultrasessantenni e i “fragili” già ammessi al “booster” dopo 180 giorni, ma anche per alcune categorie professionali, come insegnanti e forze dell’ordine, che erano state vaccinate in anticipo in primavera. Fontana conferma che dal primo dicembre tutti gli over 40 potranno avere il richiamo a sei mesi, "a breve daremo le indicazioni".

A ieri, 570.170 lombardi avevano avuto la terza dose “booster”, e si arriverà a 985.107 con altri 414.937 appuntamenti fissati da oggi in poi tramite il sistema Poste dal quale, però, non passano i sanitari ospedalieri, personale e ospiti delle Rsa (nelle residenze a domenica erano stati iniettati 60.020 “booster”), e chi preferisce farsi somministrare la terza dose in farmacia (prenotandola in loco): un’alternativa aperta da alcuni giorni a ultrasessantenni e sanitari, a domenica l’avevano percorsa in 2.087. Sul portale di Poste, invece, la scorsa settimana sono state prenotate in media 37.813 terze dosi al giorno, con un picco venerdì (59.522) e sabato (44.170) per effetto dell’ingresso in corsa dei vaccinati col monodose J&J, senza limiti d’età, sempre purché siano trascorsi almeno 180 giorni dalla vaccinazione.

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