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Terza dose in Lombardia, si prenota a cinque mesi. L’incognita per chi vuole anticipare

Da ieri sera il portale di Poste fissa i richiami a partire da 150 giorni dopo la fine del ciclo vaccinale. Due milioni di lombardi già “papabili“

Pubblicato il 25 novembre 2021 , di GIULIA BONEZZI
Terza dose di vaccino: al via le somministrazioni (Ansa)
di Giulia Bonezzi Il via libera è scattato ieri sera: chi ha diritto alla terza dose d’antiCovid, cioè gli over 40, i fragili per patologia, i sanitari e i maggiorenni vaccinati col monodose J&J, in Lombardia può prenotare il richiamo “booster” già a cinque mesi dalla conclusione del primo ciclo vaccinale. Cinque e non più sei - precisamente 150 giorni e non più 180 - l’ha deciso il Ministero della Salute lunedì sera, restringendo l’intervallo per frenare la quarta ondata pandemica che torna a gettare ombre sul Natale anche senza arrivare alle situazioni drammatiche di un anno fa (quando circolava un coronavirus contagioso la metà della...

di Giulia Bonezzi

Il via libera è scattato ieri sera: chi ha diritto alla terza dose d’antiCovid, cioè gli over 40, i fragili per patologia, i sanitari e i maggiorenni vaccinati col monodose J&J, in Lombardia può prenotare il richiamo “booster” già a cinque mesi dalla conclusione del primo ciclo vaccinale. Cinque e non più sei - precisamente 150 giorni e non più 180 - l’ha deciso il Ministero della Salute lunedì sera, restringendo l’intervallo per frenare la quarta ondata pandemica che torna a gettare ombre sul Natale anche senza arrivare alle situazioni drammatiche di un anno fa (quando circolava un coronavirus contagioso la metà della variante attuale, ma non c’erano i vaccini) o di adesso in Paesi meno vaccinati dell’Italia: ieri la Lombardia ha superato i duemila nuovi contagi in un giorno (2.207, di cui 707 nel Milanese e 301 in città) e sono saliti a 72 i ricoverati per Covid in terapia intensiva, con un lieve calo dei letti occupati nei reparti (meno 7, a 729) che non basta ad allontanarli dall’oltre 11% di riempimento, vicino al 15 che farebbe scattare il secondo parametro di tre per finire in zona gialla.

L’anticipo della terza dose, però, scombina i piani delle autorità sanitarie locali, soprattutto in Lombardia, quasi il doppio più popolosa della seconda regione italiana coi suoi dieci milioni d’abitanti di cui nove milioni vaccinabili al 90% completamente vaccinati: qui il taglio di 30 giorni dell’intervallo vale 1,9 milioni di iniezioni in più entro il 31 dicembre, a fronte di oltre due milioni di richiami sinora prenotati di cui oltre 800 mila iniettati. E mentre il ministro Speranza annuncia già un ulteriore allargamento della platea della terza dose agli over 18 dal primo dicembre, sono circa due milioni i lombardi attualmente richiamabili che hanno superato i 5 mesi, fanno sapere la Regione e la sua unità di crisi, al lavoro per riorganizzare la rete degli hub che col vecchio regime avrebbe mantenuto il ritmo attuale di 30 mila terze dosi quotidiane fino a gennaio, e ora punta a 60 mila complessive dal prossimo mese per offrire i richiami all’onda dei vaccinati tra giugno e luglio, aumentando le linee negli hub e individuandone di nuovi. "Le agende sono state ampliate per accogliere le richieste" dei già “richiamabili”, "le somministrazioni partiranno da domenica 28 novembre", fa sapere la Regione, ricordando che gli over 40 possono prenotare il booster anche direttamente nelle farmacie vaccinatrici (circa 350 in Lombardia).

E chi ha già prenotato col sistema Poste una dose a sei mesi dall’ultima ricevuta e la vuole anticipare a cinque mesi? Tecnicamente può, chiamando il call center 800 894 545 (che ieri è stato bombardato di telefonate) o sul portale di Poste, ma su questa seconda opzione c’è un’avvertenza: il nuovo appuntamento al momento può essere prenotato solo dopo aver cancellato il precedente, e “al buio”, perché nel momento in cui si annulla non si conoscono le alternative. Il consiglio che circola a Palazzo Lombardia, dunque, è di attendere almeno qualche giorno che sul portale siano caricati nuovi “slot” man mano che vengono ingrassate le agende degli hub vaccinali; altrimenti si rischia di rinunciare a una prenotazione per vedersi poi proporre date ancor più avanti nel tempo.

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