Terrorismo, controlli davanti al Duomo di Milano (Ansa)
Terrorismo, controlli davanti al Duomo di Milano (Ansa)

Milano, 20 dicembre 2016 - L'attentato di ieri sera in un mercatino di Natale a Berlino, dove un camion si è schiantato sulla folla (IL VIDEO), ha prodotto effetti immediati anche nel capoluogo milanese. Il prefetto della città, Alessandro Marangoni, ha convocato per questa mattina, alle 11.30, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza al fine di organizzare e coordinare gli interventi di prevenzione e controllo del territorio in un momento di massima emergenza. Il questore di Milano Antonio De Iesu ha commentato : "Un momento delicato, questo, in cui non si tratta di vigilare su pochi luoghi sensibili ma su vari luoghi di aggregazione che in città sono tanti". De Iesu ha assicurato un aumento della vigilanza e massima attenzione ricordando che eventi come quello accaduto a Berlino non sono prevedibili.

BARRIERE NEI LUOGHI AFFOLLATI - Verranno rafforzate le misure di sicurezza a Milano, in particolare nei luoghi affollati e nei mercatini di Natale, con degli ostacoli fissi, "un sistema di difese passive che potranno scongiurare atti di emulazione rispetto a quanto accaduto a Berlino". ha detto il prefetto di Milano. Il prefetto ha spiegato che valuterà la Polizia Locale dove mettere queste barriere. Le direttrici maggiormente presidiate sono quelle che vanno da San Babila al Castello, passando da Corso Vittorio Emanuele, Duomo, via Dante. Sarà presidiata la zona dei Navigli soprattutto nelle ore serali. Il prefetto ha parlato di "ostacoli fissi che non possono essere superati da camion di grosse dimensioni, che potrebbero invadere alcune aree". L'ipotesi "non nasce oggi - ha precisato -. I tecnici della Polizia locale faranno le valutazioni di possibilità o meno di sbarramenti in finestre e orari particolari. Ci faremo aiutare da queste misure di difesa passiva".

SCALA - La serata alla Scala si è aperta con un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato. In programma l'inaugurazione della stagione di balletto, con Roberto Bolle e Misty Copeland. Prima che l'orchestra iniziasse a suonare le musiche di Romeo e Giulietta il sovrintendente Alexander Pereira è salito sul palco. «È successo un terribile attacco a Berlino - ha detto - che è costato la vita a 12 persone, con una cinquantina di feriti. Vi chiediamo un minuto di silenzio pensando a loro e alle loro famiglie». Poi tutto il pubblico si è alzato per commemorarli.

Camion piomba sulla folla a Berlino"UN ATTENTATO" - Del resto, ormai non ci sono più dubbi: "è stato un attentato", conferma il ministero dell'Interno tedesco. Stando a quanto riporta la polizia di Berlino su Twitter, la conta dei morti sale a 12, mentre i feriti sono al momento 50. Non si hanno per ora notizie di italiani coinvolti. Secondo gli investigatori il camion è stato "deliberatamente lanciato contro la folla", escludendo quindi l'ipotesi di un incidente. Fino a ieri sera infatti, mentre già la pista del terrorismo sembrava la più probabile, sul suo account social le forze dell'ordine tedesche non si erano sbilanciate, scrivendo che "le cause di quanto avvenuto non sono ancora chiare".  A bordo del mezzo killer c'erano due persone. Il conducente è stato arrestato identificato, mentre il passeggero è morto nello scontro, ed è stato trovato senza vita dai soccorritori. L'uomo al volante, un 23enne pachistano secondo i media tedeschi, è stato preso dopo che, in seguito allo schianto, era fuggito verso Berlino est. Secondo quanto riferisce la Zdf, il presunto attentatore avrebbe infatti "abbandonato il tir dopo l'azione fuggendo in direzione est" ed è stato però individuato e inseguito da alcuni testimoni che hanno avvertito la polizia. L'uomo ha attraversato il Tiergarten, grande parco al centro di Berlino, ed è stato poi bloccato dalla polizia all'altezza della Colonna della vittoria, a poco più di un chilometro dal luogo della strage. L'agenzia Dpa riporta inoltre che il presunto attentatore sarebbe arrivato in Germania nello scorso febbraio attraverso la rotta balcanica.

CONSIGLIO REGIONALE - Il Consiglio regionale della Lombardia ha aperto la seduta di oggi, dedicata alla sessione di bilancio, con un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato di ieri sera a Berlino. Un atto "che colpisce una volta di più il cuore dell'Europa e che va condannato nella maniera più ferma", ha detto in aula il presidente dell'assemblea Raffaele Cattaneo. "Ieri è stato un giorno drammatico anche su altri fronti", ha proseguito Cattaneo nel suo intervento, ricordando l'uccisione dell'ambasciatore russo in Turchia e "il dramma che sta vivendo il popolo di Aleppo", in Siria. "Mantenere un clima di rispetto tra di noi - ha concluso - è il primo modo con cui possiamo concretamente testimoniare una cultura e una civiltà diversa da quella dei terroristi".

BORDONALI: "COLPITO SIMBOLO NOSTRA CIVILTA'" -  "E' in atto una guerra di religione. Anche stavolta è stato colpito un simbolo della nostra civiltà. Non possiamo abituarci ad assistere a stragi, contare morti e vivere nel terrore. Marce per la pace, gessetti colorati e bugie sulla bellezza di una civiltà multiculturale non servono più". L'assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione di Regione Lombardia, Simona Bordonali, ha commentato con queste parole l'attentato di Berlino. "Tra i finti profughi che accogliamo in Europa si nascondono anche terroristi. In Lombardia attualmente ospitiamo 23.000 richiedenti asilo. Chiediamo al governo di velocizzare le pratiche e controllare in modo scrupoloso tutti gli islamici già presenti, procedendo poi a bloccare le frontiere ed espellere in massa tutti i clandestini. La Regione Lombardia - ha concluso Bordonali - è disposta ad aiutare il governo se il progetto sarà questo e per quanto di propria competenza continuerà ad adottare ogni misura possibile per contrastare l'estremismo islamico".

MARONI: "UNIAMO LE FORZE" -  "L'orrore terrorista colpisce ancora. Uniamo le forze per annientare queste bestie sanguinarie". Lo scrive il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni sul suo account di Twitter dopo l'attentato di Berlino.