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27 gen 2022

Il Teatro Trebbo rischia di chiudere: "Piange il cuore a vedere tutto vuoto"

Corsa contro il tempo dei gestori per salvare lo storico luogo culturale. "Dopo tante delusioni, speriamo almeno nel rinnovo del contratto con il Comune di Milano"

27 gen 2022
marianna vazzana
Cronaca

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Milano - La scena è buia sul palcoscenico che è un tutt’uno con la platea: un’unica pedana che accomuna artisti e spettatori "in quella che è la più grande realtà di teatro partecipato per i bambini. O, meglio, era", sottolinea Giulio Comello, figlio del fondatore del teatro "Il Trebbo-Centro di resistenza culturale", da 58 anni nello spazio comunale di via De Amicis 17. "Perché stiamo affogando" tra prenotazioni cancellate dalle scuole per via della moltiplicazione dei contagi Covid e spettacoli ridotti all’osso. "Andare avanti così è impossibile".

Per sopravvivere in attesa di tempi migliori ha lanciato dall’autunno "i sabati e le domeniche per le famiglie" e ora mette a disposizione lo spazio per feste di compleanno e altro, "per racimolare donazioni che consentano di pagare almeno le utenze mentre auspichiamo il rinnovo del contratto con il Comune di Milano (scaduto nel 2021, ndr). A fatica, grazie ai ristori del Governo e raccolte fondi, siamo riusciti a pagare l’affitto del 2020 e del 2021, con uno ‘sconto’ di 4 mesi per via della pandemia (il canone annuale è di circa 30mila euro). Il 2020 è stato l’anno dello smarrimento, il 2021 della rabbia, il 2022 è quello della frustrazione".

Il problema adesso riguarda il presente e il futuro. "Piange il cuore a vedere tutto vuoto, le luci spente, i costumi riposti e gli oggetti di scena lasciati a prendere polvere, ricordando che in tempi di normalità accoglievamo 35mila bambini a stagione, in 400 repliche annuali. In totale, dal 1975, quando abbiamo dedicato la nostra offerta ai più piccoli grazie a ‘Le favole della realtà’, lezioni di gioco-spettacolo, a oggi, qui si sono seduti 1 milione e 350mila ragazzini, in particolare di scuole elementari e medie in arrivo da Milano, dalla Lombardia e da altre regioni". Fin dall’ingresso i piccoli si sentono benvenuti, leggendo il cartello in cima alla porta con una citazione di Montale: "I bambini tengono in mano il nostro avvenire". E già dal foyer respirano la magia. "Tolgono le giacche e le scarpe, poi si siedono tutti sulla pedana in attesa che cominci lo spettacolo di cui loro stessi saranno parte".

Una filosofia, quella della partecipazione, che è l’essenza del Trebbo: "Non a caso - spiega Comello - il logo è una Y, come un crocevia. Tre linee, autore, attore e spettatore, si incontrano in un unico punto che è il teatro". Il Trebbo, che in romagnolo significa incontro. E lui, in quel teatro, c’è praticamente nato. "Io sono del 1964, anno in cui Il Trebbo, fondato da mio padre Toni Comello, artista e insegnante di teatro e poesia (scomparso nel 2007, a 81 anni, ndr), è approdato in via De Amicis dopo un’esperienza itinerante cominciata nel 1957 a Cervia, con Giuseppe Ungaretti come presidente. Nel dopoguerra c’era bisogno non solo di ricostruire le case ma anche la base culturale". Giulio vorrebbe ricostruirla anche dopo la pandemia. "Per ora siamo appesi a un filo". Non solo per la mancanza di pubblico causa Covid ma anche per l’incognita sul contratto, considerando che adesso l’assegnazione degli spazi pubblici è subordinata al lancio di un bando pubblico. "Ci auguriamo che il contratto ci venga rinnovato, essendo qui da quasi 60 anni. Il Trebbo non deve morire". Per informazioni: www.trebbo.it.

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