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23 gen 2022

"Tanti social e niente sociale così è boom di reati in chat"

L’appello lanciato dal presidente della Corte d’appello Giuseppe Ondei "Revege porn e cyberbullismo ormai sono diventati una vera piaga"

MILANO Un monito perché i minori, sempre più spesso dimenticati, tornino ad essere al centro della tutela: "C’è stata una forte disattenzione da parte delle istituzioni, che hanno rivolto lo sguardo soprattutto alle persone anziane, trascurando il fatto che anche i minori rappresentano una fascia debole della società e che la salute non è solo salvarsi dal Covid, ma anche salvaguardia dell’equilibrio psichico". Lo ha denunciato il presidente della Corte d’Appello milanese Giuseppe Ondei (nella foto) nella sua relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. "L’attenzione purtroppo è stata richiamata - ha aggiunto - solo quando l’esplosione di rabbia collettiva è emersa in fatti di cronaca improvvisamente visibili, come la maxi-rissa del gennaio 2021, che ha visto due gruppi di ragazzi armati di mazze e catene, fronteggiarsi nel Gallaratese". A cui sono seguite "altre maxi risse, organizzate via social che hanno fatto esplodere un disagio sociale represso e ora sempre più evidente". Ondei ha evidenziato quanto abbia inciso il lockdown sui giovani, con conseguenze "devastanti" in un periodo in cui i ragazzi "hanno completamente sostituito il sociale con il “social“". Da qui altri fenomeni come "il cyberbullismo, cyberstalking, il revenge porn, il sexting, gli hate speech, che vedono il minore nel duplice ruolo di autore e vittima". Nel periodo della pandemia "i ragazzi in carico ai servizi della giustizia minorile per maltrattamenti contro familiari nel distretto milanese sono aumentati di oltre il 40%", la "maggior parte di loro ha meno di 15 anni". E dunque bisogna "intercettare il disagio, accentuato dall’isolamento e dal confinamento imposto dalla pandemia", anche perché sono aumentati pure "i gesti di autolesionismo, accentuati dalle sfide on line come quelle di Tik Tok" e sono "raddoppiati i tentativi di suicidio e anche i suicidi fra i giovani e giovanissimi". Mentre c’è un numero "insufficiente" di "comunità terapeutiche" che possa prendere in ...

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