Tangenti sul metrò russo. Assolti sette manager

Cadono le accuse sull’ex presidente di Microelettrica scientifica

Finisce con le assoluzioni un altro processo a Milano con al centro l’accusa di corruzione internazionale, dopo quello, solo per citare il più noto e recente, sul caso Eni-Nigeria. Ieri la quarta sezione penale (giudici Scalise-Cecchelli-Castellabate) ha assolto con la formula "perché il fatto non sussiste" tutti e sette gli imputati per la vicenda di una presunta tangente da un milione e 690mila euro che - secondo l’accusa - sarebbe stata versata tra il 2009 e il 2014 in cambio di appalti per la costruzione "della metropolitana di Mosca". Secondo il pm Adriano Scudieri, ora alla Procura europea ma applicato nel processo, Marino Jaselli (per lui erano stati chiesti 4 anni e 6 mesi), ex presidente di Microelettrica scientifica spa, con sede nel Milanese, e i suoi ex consiglieri Lorenzo Stendardi (chiesti 2 anni e 8 mesi) e Marco Boldrini (richiesta di 3 anni) con il supporto di Vladimir Rutkas, responsabile di una società che controlla Microelettrica, avrebbero promesso al dirigente del gruppo russo a partecipazione pubblica Jsc Metrovagonmash, Vladislav Drozdinsky, il pagamento di una "provvigione" sull’ammontare delle commesse per la metro "compresa tra il 13 e il 15%".

E tra il 2010 e il 2014 avrebbero corrisposto, per l’accusa, 1,69 milioni di euro. Per Rutkas il pm aveva chiesto 2 anni e 8 mesi, mentre per Drozdinsky era stata chiesta l’assoluzione. Sempre secondo l’accusa, il tedesco Tom Carlsson e il finlandese Nikita Nikonov (per entrambi erano stati chiesti 5 anni), attraverso un "circuito" di false fatture e con finti contratti di consulenza, avrebbero ricevuto soldi dai conti dell’azienda italiana e trasferito il "denaro provento del reato di corruzione", ossia avrebbero fatto da "collettori". Le presunte "stecche" sarebbero finite, poi, sui conti di una società panamense. Questo quadro accusatorio, però, con la sentenza di oggi è stato spazzato via con assoluzioni con formula piena. Accolte, dunque, le tesi dei legali nel processo, tra cui gli avvocati Matteo Picotti, Andrea Soliani, Guido Alleva e Marco De Luca. Le motivazioni del verdetto tra 90 giorni.

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