Milano, 11 aprile 2018 - «Il Pini è l’ospedale più facile del mondo (...) perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo è fatta, usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!».  C’è un mondo nella frase pronunciata al telefono con entusiasmo dall’imprenditore dell’Eon medica, Tommaso Brenicci. In una intercettazione ambientale descrive in modo chiarissimo «la scarsa trasparenza e legalità nelle pubbliche forniture dell’Istituto Ortopedico Cto-Gaetano Pini».  L’intercettazione è anche uno dei passaggi fondamentali dell’ordinanza che dispone l’arresto, firmata dal gip Teresa De Pascale. E dietro questa libertà di concludere affari privati, fatta di accordi tra amici, società occulte per guadagnare stecche da 100mila euro a colpo, di richieste di «consigli» ad ex magistrati perché si informino su pratiche, esce un sottobosco miserabile e, a tratti, criminale. A un’anziana definita «morta di fame», pensionata in difficoltà economica, che già «aveva pagato 300 euro di visita» e chiedeva di pagare a rate il resto, lo stesso Calori risponde sprezzante: «Allora la perizia la prossima volta gliela farò anche io in due tempi».  La cupidigia del medico è descritta in un’intercettazione in cui parla l’ex sottosegretario alla Regione Lombardia, l’ex magistrato Cioppa su Calori dice: «Come clinico numero uno, sì numero uno come clinico, anche come chirurgo, ma come umanità vale zero spaccato». 

Sempre Calori avrebbe diagnosticato a un paziente 70enne una grave infezione che, se non curata, avrebbe portato «all’immediata amputazione di un piede». «Dobbiamo procedere subito con un intervento», naturalmente in clinica privata e costosissimo. Ma l’infezione non c’era e Calori lo sapeva, ma aveva bisogno di soldi. Un altro medico arrestato, Carmine Cucciniello, accortosi dell’intervento proposto all’anziano lo etichetta come un «delinquente vero», anche per via, chiarisce il giudice, «di alcune scelte condizionate dal crescente bisogno di denaro e dalle contingenti difficoltà finanziarie in cui versava». 

Brenicci, l’imprenditore arrestato, parlando con la sua collaboratrice raccontava di avere ricevuto da parte di Calori un’esplicita richiesta di denaro di 150mila euro. «Eh Calori mi ha chiesto soldi in prestito – racconta al telefono Brenicci – dice che è in difficoltà perché deve pagare il mutuo di una casa nuova, (costata quasi due milioni) eh gli regalerò altri 30mila euro, questo si è comperato una casa da 330 metri quadrati e adesso spende 600mila euro per metterla a posto, prendono il marmo, hanno scelto un parquet da 600 euro al metro, tutte queste cagate qua fanno, hanno preso una vasca da bagno da 5000 euro e poi...». I soldi Calori li prendeva anche come socio indiretto e poi per le consulenze, le interviste tv, i rimborsi per partecipazione a convegni extralusso. E ancora una borsa di Louis Vuitton in regalo . La moglie si lamenta per la spesa eccessiva. «Stefi, ti va bene una Vuitton? E la moglie: «Ma no io ne ho già una più grande. Ma non rompere... che ce la regalano». Poi una Maserati Ghibli e un cesto natalizio con champagne, fois gras e altri prodotti enogastronomici di lusso che riceve il manager Paola Navone.

«Mi è arrivata questa cosa stasera, un enorme pacco da Brenicci – racconta la Navone alla segretaria – c’è dentro un salmone enorme, un culatello gigante, una bottiglia di champagne che da sola costerà mille euro e un intero tartufo». Poi la Navone chiede ancora a Brenicci di aiutarla con la figlia, di assumerla in una delle sue società. Navone: «Ciao, mi si è laureata la bambina la settimana scorsa».  Brenicci: «Amore, ma certo, con piacere».  Navone: «Le fai fare un po’ di... un po’ di stage».  Brenicci: «Certo e se le piace l’estero abbiamo appena chiuso l’accordo, sai...» Navone: «No, ma non è laureata in Medicina, quella che studia medicina è l’altra, questa si è laureata in Giurisprudenza. Sai, le piacerebbe tanto fare comunicazione». Brenicci: «Ma certo amore se tu me la mandi con piacere le parlo, lei mi dice, davvero Paolina, con tanto tanto piacere».