Milano, 13 aprile 2018 - Per Giorgio Maria Calori, il primario del Cto-Pini, arrestato nell'inchiesta milanese su presunte tangenti nella sanità assieme ad altre 5 persone, non c'era "alcun conflitto di interessi" tra il suo ruolo e i suoi rapporti, anche societari, con l'imprenditore Tommaso Brenicci, arrestato. E' la posizione espressa dallo stesso primario, ora sospeso, in oltre tre ore di interrogatorio di garanzia, come spiegato dal legale Nerio Diodà. Nessuna corruzione, per la difesa, ed è stata "confermata da pm e gip la professionalità del suo operato". 

 "I fatti sono oggettivi e per la parte oggettiva li ha descritti ed ammessi - ha aggiunto il legale -. Quello che ha ribadito e provato é che non ha mai commesso atti contrari ai doveri d'ufficio". I rapporti tra Calori e l'imprenditore Brenicci "sono tutti descritti e documentati, descritti da lui corretti è assolutamente compatibili con il suo incarico" al Pini-Cto che era "a tempo". Calori ha anche parlato al giudice dei suoi rapporti con l'ex magistrato e procuratore di Pavia, Gustavo Cioppa, (indagato per abuso d'ufficio e favoreggiamento) che con la giunta Maroni era sottosegretario alla legalità e trasparenza di Regione Lombardia e ha spiegato che "Cioppa non ha fatto nulla di male ha solo controllato a titolo di cortesia come stesse andando il progetto Domino" messo in piedi da Calori al Pini-Cto e approvato da Regione Lombardia nel 2017.