Milano, 11 aprile 2018 - In questo sottobosco di affari sfacciatamente personali, regali griffati in cambio di favori, cesti di culatello e champagne, di umanità sprezzante e a tratti criminale Gustavo Cioppa, noto magistrato in pensione, ex procuratore della Repubblica di Pavia ed ex sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia durante la Giunta presieduta da Roberto Maroni, è indagato per favoreggiamento e abuso di ufficio. Un ruolo ambiguo il suo, di consigliere. L’inchiesta è quella che ha portato a sei arresti di altrettanti primari del Cto-Pini e del Galeazzi e tolto il coperchio ad una sanità corrotta.

Negli atti dell’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Letizia Mannella, in più passaggi vengono evidenziati i rapporti tra Cioppa e il primario del Cto-Pini Giorgio Maria Calori, arrestato. Il gip, infatti, segnala che l’ex sottosegretario del Pirellone «è apparso una sorta di referente e portavoce negli ambienti della Regione degli interessi di Calori e, di conseguenza, dei soggetti a lui vicini (pubblici e privati) risultati implicati a tessere la medesima trama affaristica».

La direttrice sanitaria Paola Navone, anche lei arrestata, si sarebbe rivolta proprio a Cioppa «affinché intercedesse presso l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il direttore generale del settore per ottenere dal Pirellone l’approvazione del “Progetto Domino” che nel marzo 2017 accreditava il reparto diretto dallo stesso Calori come punto di riferimento regionale per il trattamento delle infezioni articolari». Cioppa, si legge nell’ordinanza, «si è rivelato portatore di interessi di gruppo non solo per la frequenza e consistenza dei contatti monitorati con Calori», ridotti in modo drastico poi, spiega il gip, dopo che al Pini arrivò un esposto anonimo sul «clientelismo» nell’ospedale, ma anche «per il suo concreto appoggio assicurato presso gli ambienti istituzionali regionali per favorire l’approvazione del progetto Domino tanto caldeggiato, tra gli altri, dallo stesso Calori e da Navone».

È una conversazione malinconica, invece, quella registrata tra Cioppa e Calori, in occasione delle ultime festività natalizie. Cioppa rinnova a Calori sentimenti di stima: «Ciao amico caro.. come stai? Sai ho proprio voglia di vederti e di sentirti .. mi manchi e ti ripeto.. io in questi giorni rispondo solo a due o tre amici e basta..non di più».. E si lascia andare a una riflessione amara: «Io mi auguro che riusciamo a fare qualcosa di buono insieme perché mi sento... mi sto un po’ demoralizzando sai? Questo è un ambiente che non mi appartiene perché io in impegni istituzionali ci ho messo la faccia però mi accorgo che è un mondo molto diverso da quello che io sono abituato a vivere e a frequentare.. d’altro canto tu ci hai vissuto per tanti anni e lo sai bene». Cioppa manifesta ancora la stima a Calori: «Sto chiamando il Presidente mondiale dell’ordine della sanità, lo faccio chiamare per dirgli mi raccomando mettiti a disposizione». «Sono a Napoli da mamma. Avevo voglia di sentirti per dirti che ti voglio bene». Gustavo Cioppa ieri in serata ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sull’inchiesta: «Ho 54 anni di servizio nello Stato e non mi sono mai imbattuto in una vicenda del genere che è estranea al mio dna e a quello della mia famiglia - ha affermato -. Sono sorpreso e dispiaciuto, molto dispiaciuto. Credo comunque nelle istituzioni e nella giustizia. Alla fine le istituzioni vincono e io credo di aver sempre fatto il mio dovere».