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25 gen 2022

Tabaccai pronti a scioperare contro l’accesso con Green pass

L’annuncio arriva dalla Federazione italiana di categoria che boccia il provvedimento "inapplicabile". Dal primo febbraio scatta l’obbligo di controllare il certificato verde ai clienti

25 gen 2022
annamara lazzari
Cronaca
GRENN PASS TABACCAI CONTROLLI CONTROLLO OBBLIGO
Tabaccai contro l'obbligo di green pass
GRENN PASS TABACCAI CONTROLLI CONTROLLO OBBLIGO
Tabaccai contro l'obbligo di green pass

Milano - Tabaccai pronti a scioperare contro l’obbligo per l’accesso col green pass. L’annuncio della Federazione Italiana Tabaccai sull’abbassamento delle saracinesche "in data da destinarsi" per protestare contro i controlli del certificato verde dei clienti dal primo febbraio fa proseliti anche nelle tabaccherie sotto la Madonnina. "Se non ci sarà altra soluzione aderiremo allo sciopero" annuncia Patrizia Rigon del "Cigar e Cigar" di via Vigevano. Per una questione di principio ("siamo servizi essenziali") e di buonsenso: "Il provvedimento del governo così è inapplicabile: è impossibile controllare il Green pass a tutti per acquisti al volo. A Milano la gente cammina in fretta, parla in fretta, pensa in fretta, non ha mai tempo da perdere. Come si fa a chiedere di mostrare il Qr Code a chi entra per comprare il biglietto dei mezzi pubblici perché sta arrivando il tram?" si chiede il rivenditore in zona Navigli. "In questo momento la categoria dev’essere compatta. Se la federazione proclamerà lo sciopero bisognerà rispondere in tanti" sollecita Davide Lagiannella, titolare del bar "Sali e tabacchi" di corso Buenos Aires, che solleva un’altra questione: "Chi è senza green pass sarà autorizzato ad entrare per prendere un caffè d’asporto mentre un altro che vuole comprare sigarette o pagare una bolletta non potrà farlo. Non ha molto senso". 

Che sul green pass in tabaccheria si dovrebbe fare un passo indietro lo dice anche Luca Noli, titolare di "Noli Tabacchi", bottega storica che si affaccia in Galleria Vittorio Emanuele II dal 1927: "Il tempo di permanenza di un cliente che nelle nostre attività si aggira sui 15 secondi non giustifica questa rigidità. Temo poi che l’applicazione estesa del pass a quasi ogni ambito non agevoli neppure il ritorno del turismo". 

Dalla periferia si dichiara pronto alla "serrata" Boris Capece, titolare del La Villetta bar e tabacchi di via Forze Armate, che solleva un tema da eterogenesi dei fini: "Le verifiche genereranno file e assembramenti, esponendo la clientela a quel pericolo di contagio che sulla carta si vuole esorcizzare. E non servirà a nulla per arginare il fenomeno di chi adopera il certificato altrui. Noi lo vediamo ogni giorno coi controlli al bar. Ci sono comunità di stranieri che si passano lo stesso Qr Code da un cellulare a un altro. Ma anche gli italiani non sono da meno: l’altro giorno un ragazzo è stato così "furbetto" da mostrarmi il green pass di una donna".

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