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15 feb 2022

Super Green pass nello sport: il 12% ha appeso le scarpe al chiodo

I dati di Uisp Lombardia: vivai a rischio. La lettera-appello: "Non decidono i ragazzi, non penalizziamoli"

simona ballatore
Cronaca
RAVAGLIA 13/01/22 CESENA  GINNASTICA ARTISTICA ROMAGNA TEAM - RENATO SERRA
Ginnastica artistica in una palestra

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Milano -  Il 12,4 per cento dei ragazzi dai 12 anni in su, in Lombardia, ha abbandonato lo sport perché senza super Green pass. A stilare un primo bilancio dell’effetto delle normative sullo sport di base è la Uisp regionale, Unione Italiana Sport Per tutti. Le assenze si notano dal calcio alla ginnastica, sino al nuoto. "Dispiace vedere le scarpe appese al chiodo, nonostante la passione dei ragazzi, e non è giusto perché non sono neppure loro a decidere ma le famiglie – scuote la testa Geraldina Contristano, presidente di Uisp Lombardia –. Ci sono interi ’vivai’ che sono spariti ed è stata cancellata la battaglia per gli stili di vita sani che avevamo fatto fin qui". Così ha preso in mano carta e penna per scrivere una lettera aperta e chiedere un cambio di passo.

«È una situazione penalizzante sotto vari profili – continua Contristano, che è anche insegnante –. Si rischia una sorta di ’ghettizzazione’. Parliamo di ragazzini, non di adulti. Alcuni proprietari di impianti hanno scelto la via della disobbedienza, non è la strada giusta anche se è una situazione che non si può non prendere a cuore. Riaprono le discoteche e altre attività, giustamente, e continuiamo a penalizzare i ragazzi? Il disagio è evidente, lo leggiamo nei fatti di cronaca. Lo sport è un modo per incanalare le energie, per aiutarli. E le ricadute le vedremo negli anni". Ne risente lo sport competitivo - in frenata dopo la spinta delle Olimpiadi e degli Europei - aumentano le tensioni con le famiglie.

"Alcuni se la prendono anche con noi, ci danno dei ’complici’, ci chiedono azioni importanti – ricorda la presidente di Uisp Lombardia –, ma per noi per ora è legge. Il silenzio assordante su queste tematiche è quello che mi angoscia di più, dopo i lockdown dello sport non giustificati visto che i protocolli erano stringenti e applicati con rigidità". Cita lo studio “Covid-19 e attività sportiva in età giovanile” realizzato con Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano: "Il numero di positivi è stato addirittura superiore in chi non ha mai praticato sport durante la pandemia (12%), rispetto a chi si è allenato (9%) – ricordano da Uisp –. Il benessere psicologico di bambini e ragazzi è stato valutato attraverso una serie di questionari a cui hanno risposto i genitori per i più piccoli e i ragazzi dagli 11 anni in su. I risultati hanno evidenziato un più alto benessere psicologico per chi si è allenato almeno due volte a settimana". Lo stop forzato si riflette anche sull’obesità infantile, in aumento. "Lo sport deve rimanere strumento imprescindibile nella vita di ogni giovane cittadino – chiude Contristano –. Privare anche un solo ragazzo o una sola ragazza della possibilità di praticare sport in sicurezza è un attentato alla libertà".

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