Sub nell'oceano
Sub nell'oceano

Milano, 30 agosto 2018 -  «Siamo annientati». Poche parole. Messaggi di condoglianze e di affetto al marito e alla famiglia, che ha chiesto il massimo riserbo. I colleghi di lavoro obbediscono, così come amici e conoscenti. Ma nessuno nasconde il dolore «per una perdita immensa, che ci sembra ancora irreale. Era così giovane», sussurra al telefono uno di loro. Trovato ieri notte il corpo di Eleonora Contin, 34enne originaria di Chiavenna (Sondrio), residente a Milano, che sabato era stato inghiottito dalle acque dell’Oceano Indiano lungo le coste del Mozambico, dove la donna («sub esperta, con brevetto Padi», ricorda chi la conosceva) si era immersa insieme al marito Matteo Gobbi e ad altri compagni d’avventura per affrontare quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla escursione subacquea ma che invece si è trasformata in tragedia. La donna potrebbe essere stata colta da un improvviso malore mentre cercava di raggiungere la barriera corallina, per poi essere trascinata dalla forte corrente. Il suo corpo è stato trovato su una spiaggia dopo oltre quattro giorni dalla scomparsa, a 40 chilometri di distanza.

Non tornerà a Milano, Eleonora. Non tornerà alla sua scrivania della Fondazione Orchestra sinfonica e Coro sinfonico Giuseppe Verdi. A LaVerdi lavorava dal 2010 e aveva fatto carriera diventando responsabile dell’organizzazione e dei rapporti istituzionali. «Ringraziamo tutti – è il messaggio comparso sul sito internet della Fondazione – per l’affetto e il sostegno. Il presidente Cervetti, la Fondazione e tutti i colleghi sono vicini alla famiglia in questo momento di grave lutto». Fino a ieri notte, la speranza di trovarla sana e salva era ancora accesa. A 72 ore dalla scomparsa, il marito Matteo Gobbi aveva organizzato una raccolta fondi diffusa on line (su www.gofundme.com/lets-bring-eleonora-home) per poter proseguire le ricerche con elicotteri e squadre di soccorso in mare: in un giorno sono arrivati 55.614 euro grazie alla generosità di 820 persone. «Moltissime di loro – sottolinea un amico – neppure conoscevano Eleonora. È una grande cosa che si siano dati da fare per lei, donando dei soldi». Ma ieri è arrivata la notizia che tutti si auguravano di non dover sentire. E i messaggi di speranza si sono trasformati in frasi di cordoglio e di affetto verso il marito e la famiglia. Tanti vogliono ricordare Eleonora.

«Sono un manager di musica classica – scrive on line Mario Giovanni Ingrassia – e lavoro molto con laVerdi. Non potrò mai dimenticare la cortesia, la pazienza e la gentilezza di Eleonora. Queste parole non contano nulla di fronte alla assurda e sconvolgente tragedia ma Eleonora era speciale! Siamo affranti, desolati e sconvolti». Un collega rimarca: «Per tutti noi è una grandissima perdita». I familiari, in attesa di sapere se verrà disposta l’autopsia dalle autorità locali, si stanno dando da fare per portare in Italia la salma, probabilmente utilizzando una parte dei fondi raccolti.