Violenza sulle donne
Violenza sulle donne

Milano, 6 agosto 2020 - Cinque anni di carcere. È questa la condanna per Francesco Ferrara e Antonio Massaro, i due cugini originari del Casertano, che ora hanno 28 e 34 anni accusati dalla Procura di aver violentato una giovane dopo una serata in una discoteca nella zona dell’Idroscalo.

I fatti risalgono a due anni fa. Massaro all’epoca era anche inserito in un programma di protezione, terminato poi nel 2019, come collaboratore di giustizia perché imparentato con esponenti di un noto clan mafioso della Campania. A condannare i due cugini è stato il gup Alessandra Simion al termine del processo in abbreviato che si è discusso ieri a porte chiuse. Il giudice, che non ha creduto alla tesi della difesa di un rapporto consenziente, ha accolto la richiesta di pena del pm Rosaria Stagnaro. Secondo l’indagine, nata dalla denuncia della vittima, che ha portato poi ad arrestare i cugini, lo stupro, filmato con un telefonino da un minorenne amico dei due cugini, risale al 4 agosto del 2018. La violenza si era consumata prima in una casa, raggiunta dal gruppetto dopo la nottata trascorsa in discoteca e poi in un secondo momento anche a bordo di un’auto.

La giovane, stando agli atti della inchiesta, aveva raccontato agli inquirenti che quella sera gli aggressori le avevano messo qualche sostanza nel cocktail che stava bevendo. Stando a quanto messo a verbale, la giovane aveva conosciuto qualche giorno prima, nel corso di un’altra serata in discoteca, il più giovane dei due aggressori e poi lo aveva incontrato di nuovo la sera del 4 agosto del 2018, quando lui era in compagnia del 32enne e dell’amico minorenne. Le violenze si erano consumate dopo la serata in discoteca quando i due giovani e il minorenne erano riusciti a far salire sulla loro auto la giovane, la quale aveva raccontato che si sentiva stordita, forse per via di un cocktail in cui era stata versata una sostanza stupefacente. Gli abusi si erano ripetuti, approfittando della debolezza della giovane stordita dalla droga, sia dopo la discoteca, sia mentre i ragazzi la riaccompagnavano a casa. Il gruppetto pensava che la ragazza, il giorno dopo, non avrebbe ricordato quanto era successo. Invece, davantio agli investigatori, ha rimesso in ordine ogni tassello di quella notte da incubo e ha permesso così che venissero arrestati. I loro avvocati hanno già annunciato l’appello. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro la metà di agosto.