Strage di Linate
Strage di Linate

Milano, 21 maggio 2018 -  E' stata la più grave catastrofe aerea in Italia per numero di vittime e una delle più gravi nel mondo, un disastro che ha lasciato uno strascico di dolore e sofferenza, ha segnato uno spartiacque nella sicurezza aeroportuale. La strage di Linate, 118 morti in seguito all’impatto tra due aerei sulla pista di decollo nello scalo alle porte di Milano, alle 8.10 dell’8 ottobre 2001, verrà raccontata con un docufilm dalla sceneggiatrice e regista Francesca La Mantia. Le riprese inizieranno a luglio, tra Milano, Linate, Roma e Copenaghen, città di destinazione dell’aereo Scandinavian Airlines che si è schiantato. E la fine dei lavori è prevista tra due anni, con l’uscita nelle sale in occasione del ventesimo anniversario del disastro, nel 2021.

Nel cast l’attore Giampiero Judica, alle spalle una carriera nel teatro e in fiction televisive come “Il commissario Nardone” e “Ris - Delitti imperfetti”, volto italiano della serie statunitense “Boardwalk Empire” su gangster e proibizionismo. Il doppiatore e attore Marco Pagani, inoltre, interpreterà un controllore di volo. «L’idea di girare un film sulla strage di Linate è nata dai contatti con i familiari delle vittime - spiega La Mantia - mi sono chiesta perché si sapesse così poco di quello che è successo, quale fosse l’eredità di questa tragedia. Mi piacerebbe creare una memoria condivisa». Come Giampiero Judica, la regista 33enne è siciliana d’origine e milanese d’adozione. Insegna italiano e latino al liceo scientifico Fermi, e ha già ambientato diversi lavori, vincitori di premi e riconoscimenti, nella città della Madonnina. Tra gli altri “La memoria che resta”, docufilm storico del 2016 che raccoglie testimonianze sulla presa del potere del fascismo a Milano, fino alla Liberazione. 

Per scrivere la sceneggiatura del docufilm sulla strage di Linate, La Mantia ha collaborato con il Comitato 8 Ottobre creato dai parenti delle vittime, con i familiari dell’economista Michele Fontana, morto a bordo dell’aereo diretto in Danimarca. Ha consultato centinaia di atti del processo che si è concluso con la condanna in Cassazione degli allora dirigenti Enav e Sea accusati di concorso in disastro colposo e concorso in omicidio colposo plurimo. «La strage è stata provocata da un’incredibile serie di errori e di carenze nella sicurezza - sottolinea la regista - un disastro che si sarebbe potuto evitare. Basti pensare che era sbagliata la segnaletica, il nuovo radar di terra già acquistato da tempo non era ancora entrato in funzione, i soccorsi non sono stati tempestivi». Il docufilm probabilmente verrà intitolato “18 Secondi”, il tempo trascorso tra l’impatto e la morte dei passeggeri a bordo. «Da allora è stato fatto molto per la sicurezza negli aeroporti - conclude La Mantia - e Linate in questo campo è diventato uno scalo all’avanguardia. Resta il dolore dei parenti delle vittime, e la rabbia per una tragedia causata dalla superficialità di chi doveva vigilare sulla sicurezza».