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27 apr 2022

Strage di anziani per Covid nella Rsa di Mediglia, archiviata l'inchiesta

Per il giudice non si può stabilire un nesso di causalità tra le condotte dei responsabili della struttura e i decessi

27 apr 2022
Perquisizione dei Nas dei Carabinieri all'interno della casa di riposo per anziani RSA "Residenza Borromea" dopo i numerosi casi di decesso degli ospiti per coronavirus. Mediglia, 24 Aprile 2020. Ansa/Andrea Canali
I Nas nella Rsa di Mediglia
Perquisizione dei Nas dei Carabinieri all'interno della casa di riposo per anziani RSA "Residenza Borromea" dopo i numerosi casi di decesso degli ospiti per coronavirus. Mediglia, 24 Aprile 2020. Ansa/Andrea Canali
I Nas nella Rsa di Mediglia

Miediglia (Milano) - Il gip di Lodi, foro competente, ha archiviato "per manifesta infondatezza della notizia di reato" l'inchiesta per le ipotesi di omicidio plurimo colposo ed epidemia colposa in relazione all'elevato numero di decessi tra gli ospiti della residenza sanitaria assistita Borromea di Mediglia, dove, su un totale di 150 posti letto, erano deceduti 71 anziani nelle settimane precedenti l'ispezione dei carabinieri del Nas, su delega della Procura di Lodi, il 20 aprile 2020. Fu un caso che fece scalpore all'epoca della "prima ondata" Covid. La richiesta di archiviazione era stata effettuata, all'esito delle indagini, dalla stessa Procura lodigiana, principalmente motivata dall'applicazione dell'articolo 3 bis della legge 76 del 2021, che dispone che ai fini della valutazione del grado di gravità della colpa il giudice debba tenere conto della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars-Cov2 nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare.

Dei decessi, 26 erano per sospetto Covid-19 e altri 24 con Covid certificato. Quattordici familiari delle vittime si erano opposti all'archiviazione chiedendo una perizia epidemiologica, che non è stata concessa ritenendo "completa" la disamina svolta dagli organi di indagine e in mancanza degli esiti di autopsie, che non erano state effettuate. L'inchiesta aveva evidenziato che la Rsa non aveva mancato di rispettare le direttive regionali ma anche che in altre Rsa del territorio, che avevano registrato meno decessi nello stesso periodo, erano state adottate misure ulteriori, concludendo però che "non può ragionevolmente raggiungersi la prova del nesso di causalità tra le condotte dei responsabili della gestione della Rsa Borromea e i decessi registrati nel periodo di riferimento".

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