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31 dic 2017

Stazione Rogoredo, i tossici padroni tra furti e minacce

Sos dal cassiere del supermarket

a.l.
MILANO 29/12/2017 - STAZIONE ROGOREDO - FOTO FASANI/NEWPRESS
AGGUATI Tossici appena fuori dalla stazione di Rogoredo Al calar della sera spadroneggiano loro (Newpress)

Milano, 31 dicembre 2017 -  «Chiedo la cortesia di non pubblicare la mia foto. Sarei un facile bersaglio dei tossicodipendenti...E temo seriamente per la mia incolumità». Valerio Del Grande, cassiere di To.Market di via Cassinis, è cortese e ha voglia di parlare. Ma niente foto. In cambio, racconta l’effetto del sottobosco di tossici che prende di mira costantemente il punto di vendita che si affaccia dentro la stazione di Rogoredo Fs. Un supermercato aperto sette giorni su sette, dalle 7 alle 20.30 nei feriali. La richiesta di anonimato di questo giovane lavoratore è del tutto legittima. Basta guardarsi attorno, per capire come sia frutto non di codardia, ma di semplice buon senso.

Valerio, può dirci cosa succede in questo supermarket?

«Siamo vittime, quotidianamente, dei furti degli sbandati diretti al boschetto della droga o al ponte nelle vicinanze. Entrano, arraffano quello che vogliono e poi escono senza pagare. Abbiamo installato delle telecamere e denunciato tutti gli episodi, ma non abbiamo mai risolto il problema».

Ma proprio qui a fianco ci sono gli uffici della Polizia Ferroviaria. Come è possibile?

«I poliziotti ci offrono un importante supporto e intervengono sempre quando chiediamo il loro aiuto. Vorrei che lo sottolineaste. Purtroppo chi viene fermato il giorno dopo è già rilasciato a piede libero… Libero di tornare a rubare».

Ha subìto gravi minacce o violenze fisiche?

«Sono stato minacciato in molte occasioni. A una mia collega, l’anno scorso, hanno puntato addosso addirittura una siringa usata. E purtroppo si è arrivati agli spintoni dopo aver fermato malviventi, sorpresi a sottrarre la merce dagli scaffali. Il mese scorso è scoppiata una rissa. Fuori dal negozio un ragazzo straniero, tossico, ha cominciato a prendermi a calci. A tanto si arriva se chiedi di restituire il bottino...».

 

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