di Massimiliano Mingoia Roma sì, Milano no. Il centrodestra sblocca la situazione sulla Capitale con il ticket Enrico Michetti candidato sindaco e Simonetta Matone vice ma rimane ancora impantanato nella scelta dell’anti-Sala. Il vertice di ieri pomeriggio con i leader Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Antonio Tajani (Forza Italia, in stretto contatto con Silvio Berlusconi) e gli altri dei partitini della coalizione non è servito per individuare un candidato sindaco in grado di mettere tutti d’accordo in vista delle elezioni meneghine in programma in autunno. I nomi civici attualmente in campo non convincono...

di Massimiliano Mingoia

Roma sì, Milano no. Il centrodestra sblocca la situazione sulla Capitale con il ticket Enrico Michetti candidato sindaco e Simonetta Matone vice ma rimane ancora impantanato nella scelta dell’anti-Sala. Il vertice di ieri pomeriggio con i leader Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Antonio Tajani (Forza Italia, in stretto contatto con Silvio Berlusconi) e gli altri dei partitini della coalizione non è servito per individuare un candidato sindaco in grado di mettere tutti d’accordo in vista delle elezioni meneghine in programma in autunno.

I nomi civici attualmente in campo non convincono fino in fondo e così i boatos post-riunione sostengono che se lo stallo non sarà risolto con qualche nome nuovo, alla fine il centrodestra potrebbe puntare su un politico, il parlamentare di Noi con l’Italia Maurizio Lupi. Salvini si è dato un’altra settimana di tempo per provare a tirar fuori un coniglio da cilindro: il prossimo vertice è in programma mercoledì. Nella rosa dei papabili per la sfida di Palazzo Marino, intanto, restano gli stessi nomi già emersi nelle scorse settimane. Stabili le quotazioni del manager Riccardo Ruggiero, del professore della Bocconi Maurizio Dallocchio e del comunicatore ed ex parlamentare forzista Fabio Minoli. In ribasso, invece, i nomi di Oscar di Montigny, scrittore e genero del patron di Mediolanum Ennio Doris, e di Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, indagata per diffamazione.

Ma ieri è emerso anche un nome nuovo tra i papabili, citato da Affaritaliani: Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina della Statale, primario all’ospedale Buzzi, lo scorso gennaio in corsa per diventare il nuovo assessore regionale al Welfare prima che il governatore Attilio Fontana scegliesse Letizia Moratti come sostituta di Giulio Gallera. Ma alcuni di coloro che hanno partecipato al vertice di ieri affermano che nessuno, in quel contesto, ha caldeggiato la candidatura di Zuccotti. Bisognerà vedere se il suo nome troverà consensi tra i leader del centrodestra.

Salvini, intanto, fa trapelare che ci sono ancora un paio di nomi coperti, che devono far sapere se sono disponibili o meno per la corsa verso Palazzo Marino. Verità o bluff? In ogni caso, dopo che la Meloni l’ha spuntata con Michetti a Roma, seppur in ticket con la Matone, il cerino per Milano resta in mano al segretario della Lega, che avrà l’ultima parola sul candidato (o sul ticket di candidati, modello Roma) da contrapporre a Beppe Sala, già in campagna elettorale per il bis dal 7 dicembre.

Il senatore di FdI Ignazio La Russa, presente al vertice, al termine dell’incontro fa capire che tutte le strade restano ora aperte: candidato civico o politico. Se nessun nome della società civile convincerà fino in fondo gli esponenti della coalizione, Lupi potrebbe diventare la prima scelta del centrodestra. Non è un mistero, peraltro, che Berlusconi abbia indicato fin dall’inizio proprio l’ex azzurro come candidato ideale per la sfida contro Sala. I prossimi giorni potrebbero chiarire il quadro. Ma è meglio usare il condizionale. Perché di settimana in settimana, il centrodestra ha fatto passare mesi. E il candidato sindaco ancora non c’è.