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18 mag 2022

Sporting, cantiere chiuso e pericoloso Gli abitanti: chiediamo controlli costanti

Il quartiere San Pedrino teme intrusioni di sbandati in una zona buia ma accessibile a tutti "Vogliamo un servizio di vigilanza notturna o che vengano sigillati gli ingressi, la sicurezza prima di tutto"

18 mag 2022
dialessandra zanardi
Cronaca
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere
Un gruppo di abitante del quartiere che chiede controlli e sicurezza nella zona dove è stato chiuso il cantiere

di Alessandra Zanardi

I lavori sono fermi da un anno. E ora, sull’onda di un contenzioso con la proprietà, la ditta incaricata sta abbandonando il cantiere: gli operai sono al lavoro per smontare le impalcature e radunare gli attrezzi. Succede a Paullo, in via Mascherpa, dove dal 2018 è in costruzione lo Sporting, complesso residenziale con 84 appartamenti distribuiti su due palazzine da cinque piani l’una e un interrato comune. Un progetto che ad oggi è stato completato al 62%.

I residenti del quartiere San Pedrino, che da tempo vedono tutto fermo e ora stanno assistendo alla smantellamento dei ponteggi, temono che quell’opera possa restare a lungo incompiuta e le unità immobiliari diventare preda di occupazioni abusive. La paura è che le palazzine si trasformino, col tempo, anche in un ritrovo di pusher e sbandati. Già adesso si segnala qualche intrusione ad opera di giovani che raggiungono il cantiere dal retro, sfruttando una falla nella recinzione."Anche i bambini a volte tentano di entrare – spiega una residente, Giada Giacobone -. Sono preoccupata che questa possa diventare un’area alla mercé di tutti, tanto più che manca l’illuminazione e la sera è buio pesto". In attesa di capire se e con quali tempistiche i lavori siano destinati a ripartire, "chiediamo che ci sia un servizio di vigilanza notturna, o che vengano sigillati gli ingressi – rilancia un’altra residente, Barbara Ferrero -. Non è solo una questione di estetica e decoro, ma soprattutto di sicurezza".

Il tema è destinato ad approdare anche sui banchi della politica locale con un’interrogazione consiliare presentata di recente da Brunella Biava, esponente dei Cinque Stelle. "Mi è sembrato doveroso farmi portavoce del disagio dei cittadini", dice la consigliera pentastellata, che nel documento sollecita l’ente locale ad adoperarsi per garantire la sicurezza. "Il Comune deve farsi carico del problema anche solo condividendo coi cittadini le informazioni in suo possesso", aggiunge l’ex consigliere comunale Giancarlo Broglia con un pensiero rivolto anche "alle famiglie che hanno acquistato quelle case e adesso magari si trovano in difficoltà".

I residenti reclamano maggiore attenzione per il quartiere San Pedrino anche dal punto di vista della manutenzione del verde e dell’arredo urbano. "La zona avrebbe dovuto ospitare una cittadella dello sport – aggiungono -, ma poi non se n’è fatto più niente". L’anno scorso invece, anche grazie alla mobilitazione dei cittadini, è stato scongiurato il pericolo che una parte del quartiere diventasse la sede di un’azienda logistica.

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