Spazio coesione sociale in via Ovada
Spazio coesione sociale in via Ovada

Milano, 29 settembre 2019 - Cercasi nuovi progetti di coesione sociale per lo spazio di via Ovada 38, ai piedi del caseggiato popolare di proprietà del Comune e gestito da MM, fino a poco tempo fa sede di un “Social market”. Scaduti i tempi della concessione, la sala che si estende su 105 metri quadri al piano terra della scala A è vuota. Porta chiusa, volantini e manifesti ancora appesi ai vetri si offrono allo sguardo dei passanti.

Cosa riempirà, ora, quel luogo? L’avviso pubblico di manifestazione d’interesse per il nuovo affidamento, pubblicato dal Municipio 6, è scaduto due giorni fa: è tempo di valutare le offerte ricevute, puntando ad assegnare la sede il prima possibile. Il bando era rivolto ai partecipanti a un avviso pubblico della Direzione Politiche Sociali: associazioni, enti ed istituzioni del Terzo settore che già svolgano attività di coesione sociale in città da almeno un anno. Chi si aggiudicherà questo luogo potrà sviluppare attività fino al 31 ottobre 2021, con canone calmierato, a partire dalla data di firma della contratto e in contemporanea alla consegna dell’immobile. «Con il Social market (in cui era possibile acquistare cibi a prezzi scontati, ndr) questo spazio ha rappresentato finora un presidio di socialità e un supporto per i più fragili. Ora lo spazio è disponibile per continuare a offrire un servizio al territorio», spiega il presidente del Municipio 6 Santo Minniti. E non è detto che non si rinnovi lo stesso progetto: potrebbe figurare tra le proposte arrivate nei giorni scorsi, con le manifestazioni d’interesse, ancora da valutare.

Cos adesiderano i cittadini? Ne abbiamo interpellato qualcuno. «Io vivo in zona da 60 anni – comincia Michele Sanzò – e vedo tanti bambini che giocano nel cortile di via Ovada. Mi piacerebbe vedere una ludoteca per loro». Luciano Cinanni, commerciante del fabbricato vicino, che da 5 anni vende articoli per animali e giardinaggio, annuisce. «Ma, pensando agli adulti in difficoltà, mi piacerebbe pure un guardaroba solidale. Chi ha indumenti in eccedenza e in buono stato potrebbe portarli lì, a disposizione degli altri». Tra le richieste per migliorare il quartiere, c’è quella di avere la sosta regolamentata: «Tra la vicinanza con la metropolitana, fermata Famagosta, e l’ospedale San Paolo, i posteggi gratuiti in strada vengono invasi. Bisogna pensare anche a questo, oltre ai servizi di coesione sociale». Marianna Vazzana