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14 giu 2022

Sparpagliare con perfidia: “spantegare”

14 giu 2022
emilio
Cronaca

Emilio

Magni

In queste ultime settimane se ne sono sentite un po’ di tutti i colori, nella campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale, combattuta in una cittadina della Brianza. Tra tanto clamore a colpirmi è stata una parola del dialetto. Ce l’ha ricordata un signore in un dibattito sull’utilizzo di un’ampia area in cui si trovano ruderi di aziende dismesse. Il signore è architetto quindi parlava con competenza, però per rendere forse più efficace il suo pensiero ha usato il dialetto di cui (me lo ha confidato dopo) è grande appassionato. Ha detto, riferendosi alla grande area: "L’impurtant l’è che faghen minga ‘na spantegada del condomini". Dunque, importante è evitare che gli speculatori edilizi riempiano l’area di palazzoni, quindi solo cemento, senza verde, senza spazi e strutture comuni per favorire la socializzazione. L’architetto appassionato del dialetto ha riassunto tutto in una parola: "spantegada". È questo uno di quei termini con i quali l’antico parlare popolare riesce a rendere benissimo l’idea. In questo caso l’italiano è invece un po’ più in difficoltà. La traduzione potrebbe essere "sparsa" , o "sparpagliata". Quindi il verbo "spandegà" in italiano dovrebbe essere semplicemente spargere, o sparpagliare Lo "spantegà" ha qualche cosa in più. Sottintende sparpagliare con dolo, o con perfidia e sfruttare al massimo il territorio: come intendeva l’architetto. "Spantegà" era usato molto nel mondo contadino, però senza intenzioni maligne, tantomeno speculative. I contadini dicevano: "Devi spantegà la paia in stala", ovvero spargere la paglia per "fare il letto" alle bestie. Oppure: "Bisugna spantegà ul liam in dal pra", per affermare che occorreva spargere il letame nei campi. Andato poi a complimentarmi per il suo bel dialetto, l’architetto si è subito entusiasmato e mi ha coinvolto chiedendomi se conoscevo alcune parole a lei molto care. Mi ha detto tra l’altro: "Sa cosa vuol dire "la peccia"?" Sono rimasto silenzioso. Lei mi ha dato un’interessantissima spiegazione che sarà oggetto di un prossimo "Ciacer".

mail: emiliomagni@yahoo.it

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