Sparatoria bar via Quinto Romano
Sparatoria bar via Quinto Romano

Milano, 15 gennaio 2019 -  Un colpo di fucile, paura e sangue. Un uomo a terra, preso in pieno alla coscia destra. Scena da Far west ieri alle 21.40 in un bar di via Quinto Romano 56, zona Baggio, all’estrema periferia ovest della città. L’uomo colpito ha trent’anni: si accascia a terra premendosi l’arto sanguinante, cercando di tamponare la ferita, mentre l’aggressore fugge dopo aver sparato. E non lascia traccia: di lui non si sa ancora nulla, né chi sia, né come abbia raggiunto il bar e neppure se abbia utilizzato uno scooter, un’auto o un altro mezzo per scappare dopo l’agguato.

Da capire pure se sia arrivato all’improvviso cogliendo di sorpresa la vittima o se i due avessero preso appuntamento proprio in quel bar di periferia. L’allarme scatta subito: in via Quinto Romano arrivano di corsa carabinieri e i soccorritori del 118. Il ferito è in condizioni gravi, ma non è in pericolo di vita e viene trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda. I medici si sono messi subito al lavoro per salvare la gamba del ferito e stabilizzarlo. Nel frattempo, sulla strada, attorno al locale, si raccoglie la folla fatta di curiosi. I carabinieri iniziano a ricostruire quanto accaduto, ascoltano testimoni, cercano eventuali telecamere che abbiano potuto riprendere la scena o la fuga dell’aggressore, filmati utili a ricostruire la dinamica e a mettere insieme i tasselli di una storia ancora tutta da decifrare.

Sotto la lente d’ingrandimento dei militari finiscono pure la vita e le abitudini del ferito. A metterli in allarme, anche un particolare, il cognome: Canito. Un cognome che richiama subito alla memoria la famiglia omonima, che incute rispetto tra i palazzoni popolari di via Quarti, poco distanti dal bar della sparatoria: sette torri bianche dell’Aler segnate da occupazioni abusive, degrado, spaccio di droga, allacciamenti abusivi alla corrente elettrica. In ospedale, quando si sarà ripreso e sarà in condizioni di parlare, dalla vittima si cercheranno informazioni essenziali, spiegazioni sulla dinamica e sull’identità di chi ha aperto il fuoco. Ancora in tarda notte, nel bar e all’esterno, il Nucleo radiomobile e la Scientifica dei carabinieri stavano proseguendo nei rilievi sul raid. Il colpo di fucile al bar fa tornare alla mente il precedente di qualche mese fa: era la mattina dell’11 settembre quando una serie di spari fece tremare il quartiere Comasina. Altra scena da Far West fuori da un bar, quando un uomo aprì il fuoco contro un altro. Nessuno era rimasto ferito, entrambi si erano dileguati dopo il regolamento di conti