Episodio di sangue nella sera del 12 novembre in piazzale Loreto, a Milano. Un 37enne di Santo Domingo, Antonio Rafael Ramirez, viene ferito a coltellate e con un colpo di pistola. Non riuscirà a sopravvivere. L'omicidio ha fatto nascere un intenso dibattito politico sulla sicurezza in città, in particolare nelle zone vicine a via Padova. Così, arrivano numerosi militari a presidiare il capoluogo lombardo.

Milano, 15 novembre 2016 - Dopo il Far West tra via Padova e piazzale Loreto e la morte di un dominicano (LEGGI) aggredito a colpi di arma da fuoco e coltellate, il sindaco Giuseppe Sala è pronto a dare il via libera all’utilizzo dell’esercito nelle periferie a rischio. «Emergenza sicurezza a Milano? Nessuno lo ha mai negato, abbiamo però sempre detto: non facciamo della sicurezza il punto centrale per la città. Ma obiettivamente più persone servono». Il primo cittadino ha un piano (LEGGI) in mente e ne ha già parlato con il ministro della Difesa, Roberta Pinotti: «Adesso, terminato il Giubileo (l’ultimo giorno è il 20 novembre, ndr) io mi auguro, ed è questo il fronte su cui proverò a lavorare, che parte dei militari impiegati per il progetto Strade sicure e ora a Roma per il Giubileo, vengano qua. È una via che sto considerando».

L’esercito nelle periferie: 250 uomini. Una posizione che Sala aveva già illustrato in campagna elettorale, in discontinuità con l’ex sindaco Giuliano Pisapia, ma che assume un peso ancor maggiore dopo quanto accaduto a Milano tre giorni fa. Ha suscitato profonda impressione nell’opinione pubblica, infatti, l’aggressione con spari e coltellate che si è verificata sabato alle 19 in piazzale Loreto, in mezzo a decine di persone, a pochi metri da corso Buenos Aires, una delle strade dello shopping meneghino. Un'aggressione dopo un inseguimento partito da via Padova, una delle vie più multietniche della città, dove già nel 2010 si è verificata una rivolta in strada da parte di un gruppo di extracomunitari. Anche allora ci scappò il morto. Quello di sabato, invece, è stato un regolamento di conti per lo spaccio della droga – questa la pista degli investigatori – che è costato la vita ad Antonio Rafael Ramirez, 37 anni, che dopo due giorni di coma ieri è morto.

I due aggressori di origine sudamericana, invece, si sono dileguati. E le gang di latinos continuano a imperversare. Sala, in serata, precisa di non aver detto che i militari saranno messi in via Padova, ma conferma: oltre che nei luoghi sensibili (l’ingresso del Duomo, per fare un esempio) l’esercito presidierà anche le periferie. La soluzione più probabile? Pattuglie miste tra militari, poliziotti e carabinieri. Una soluzione già vista durante il mandato del sindaco (di centrodestra) Letizia Moratti e rinnegata all’inizio del suo mandato dal successore della Moratti, Giuliano Pisapia (di centrosinistra). Sala, sindaco vicino al Pd renziano, si smarca dalla posizione di Pisapia: «L’esercito una soluzione di destra? Quello che stiamo vedendo sullo scenario internazionale è che, di destra o di sinistra, chi va a votare porta le proprie istanze nella cabina elettorale. Non farei un discorso di populismo. Ma ci sono temi sui quali non permetteremo a nessuno di impadronirsi di questioni dei nostri cittadini».

La posizione di Sala, però, è duramente contestata dal leader della Lega e consigliere comunale a Milano Matteo Salvini: «Sala vuole l’esercito a Milano? Ma come? Quando l’abbiamo fatto noi il Pd l’ha cacciato e ora lo richiama. Ridicoli, Sala e Renzi. Dovrebbero vergognarsi: hanno preso in giro i milanesi e tolto la sicurezza alla città». Il centrosinistra milanese, intanto, si divide. La capogruppo di Sinistra perMilano, Anita Pirovano, boccia l’utilizzo dell’esercito in periferia: «Il bisogno di sicurezza è reale, ma la soluzione è sbagliata. I militari vengano impiegati solo per presidiare i luoghi sensibili». Il capogruppo del Pd Filippo Barberis, invece, concorda con Sala: «È quello che abbiamo scritto nel programma elettorale».