Volante della polizia a Milano
Volante della polizia a Milano

Milano, 14 novembre 2016 - Ancora una volta via Padova. Sempre via Padova. Ormai basta soltanto pronunciare il nome di quella strada per scatenare dibattiti e scontri. La feroce aggressione di sabato sera – con un dominicano in fin di vita in piazzale Loreto a seguito di un litigio andato in scena proprio nella parte iniziale dell’arteria più multietnica della città – ha rinfocolato le polemiche. Il tema: la sicurezza. «Sul grave episodio sta già indagando bene e opportunamente la polizia – premette l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza –. Noi faremo la nostra parte per garantire la legalità in quella zona». Come? «Continueremo a fare interventi in via Padova (vedi il recente blitz anti-droga della polizia locale in via Arquà, ndr) e abbiamo già avviato controlli a tappeto su tutte le proprietà, sia attività commerciali sia appartamenti, per scovare le sacche di illegalità». E a chi invoca l’intervento dell’esercito – tanti esponenti di centrodestra, in testa l’assessore regionale targata Fratelli d’Italia Viviana Beccalossi – la Rozza risponde: «I militari a Milano ci sono già, e ho personalmente chiesto un rafforzamento di uomini che arriverà appena terminato il Giubileo di Roma, ma non è la panacea di tutti i mali: bastasse l’esercito, saremmo tutti felici». Non si fa attendere la controreplica della Beccalossi: «Constato che finalmente la Giunta Sala ha cambiato idea sulla validità dell’iniziata ideata dall’allora ministro La Russa, annunciando, attraverso l’assessore Rozza, di aver chiesto un rafforzamento di uomini dell’Esercito». Intanto, proseguono le indagini della Squadra mobile, guidata da Lorenzo Bucossi, per individuare i due autori dell’agguato dell’altra sera: dovrebbero essere giovani, entrambi di origine sudamericana, secondo le descrizioni fornite da alcuni testimoni.

Lavoro difficile quello degli investigatori, anche perché la storia personale della vittima, il quarantasettenne dominicano Antonio Rafael Ramirez, non li sta aiutando a ricostruire contatti e frequentazioni recenti: irregolare, in Italia sarebbe arrivato poco tempo fa. Tuttavia, sembra che la pista privilegiata conduca a dissidi legati a uno scontro tra bande rivali per il controllo della piazza di spaccio di droga. Ipotesi investigativa tutta da confermare, intendiamoci, ma le prime informazioni paiono indirizzare gli inquirenti in una direzione ben precisa. La vita di Ramirez resta appesa a un filo: ricoverato in condizioni disperate, i medici del San Raffaele gli hanno già asportato un rene e la parte ascendente del colon, organi entrambi gravemente danneggiati dalle coltellate sferrate con violenza da uno dei due aggressori. Il dominicano ha perso tantissimo sangue, tanto che è stata necessaria una trasfusione in ospedale.
giulia.bonezzi@ilgiorno.net
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