Sparatoria in piazzale Loreto (Newpress)
Sparatoria in piazzale Loreto (Newpress)

Milano, 13 novembre 2016 - Una lite, poi la fuga e la rincorsa e, poche decine di metri più in là, la sparatoria e le coltellate. "Sì, i tre uomini erano proprio qui davanti alla fermata del tram, io lui (la vittima dell’aggressione, ndr) lo conosco bene. Abita poco distante da qui, sta spesso al bar al civico 3". Via Padova, primo tratto, quasi all’angolo con piazzale Loreto. Sono le 19 di ieri, bar pieni, tanti alla fermata dell’autobus che porta verso il centro. Quel litigio in strada l’hanno visto certo, ma un litigio in via Padova non è cosa rara, quasi all’ordine del giorno. La donna che racconta, anche lei sudamericana, sarà poi portata via da una volante per rendere la sua testimonianza: "Ho visto tre che litigavano, poi il mio amico è fuggito verso piazzale Loreto. Abbiamo sentito degli spari". Quella fuga è stata ripresa dalle telecamere della via, e pure l’aggressione è avvenuta in diretta, sotto l’occhio elettronico piazzato davanti all’ingresso della filiale dell’istituto di credito Cariparma.

"Pensavamo si trattasse di una rapina finita in tragedia – dicono alcuni ragazzi che stavano scendendo le scale della fermata della metropolitana rossa – perché le luci della banca erano accese e abbiamo sentito la sirena di un allarme. Poi guardando bene c’era un ragazzo a terra e due che di corsa fuggivano da dove erano venuti". Pochi attimi per consumare l’aggressione. Uno ha estratto la pistola e ha sparato, l’altro è caduto e un terzo lo ha quasi travolto per poi accoltellarlo con una raffica di fendenti alla schiena; due le deflagrazioni sentite, anche se non è detto che i colpi siano andati a segno. La vittima ha 37 anni ed è originaria di Santo Domingo: ha perso tantissimo sangue, è ricoverata in condizioni disperate al San Raffaele. "Frequentava il bar e il parrucchiere all’inizio della via», dice ancora la testimone sudamericana. E la signora cinese che gestisce il locale conferma: «Era un cliente. Veniva qui, beveva. Stasera (ieri sera, ndr) l’ho visto passare e poi incontrarsi con gli altri". E gli altri avventori al bancone? Una lunga serie di “non so”. "Non è successo qui – dice una ragazza cliente del locale – è successo in piazzale Loreto", come si trattasse di un’altra zona. Ma succede spesso che nel luogo di un’aggressione tutti dicano di non conoscere le persone coinvolte, di non sapere nulla o di non aver visto niente: spesso si chiama solo "sopravvivenza". Ha visto la sparatoria e l’ha raccontata agli agenti un ragazzo sulla trentina che passava in piazzale Loreto proprio in quel momento col suo cagnolino.

«È stato lui il primo a spaventarsi per il colpo di pistola – spiega –. Mi sono girato di scatto e ho visto quei due che colpivano l’altro, probabilmente con un coltello. Poi un altro colpo di pistola, davanti alla gente che passava, prima di scappare verso via Padova". Eppure via Padova, centrale in quella zona che, con l’orgoglio del riscatto, è stata ribattezzata "NoLo", acronimo di North of Loreto, ha da poco messo la testa fuori da un passato di periferia difficile. E le dichiarazioni politiche del centrodestra lo fanno subito ricordare: "Una sparatoria con tanto di ferito grave nei pressi una delle più importanti e frequentate vie dello shopping di Milano – ha detto ieri sera l’assessore regionale nonché esponente di spicco di Fratelli d’Italia, Viviana Beccalossi –. È un fatto grave e inaccettabile. C’è da augurarsi che finalmente chi governa la città comprenda come il problema della sicurezza sia reale e concreto e chieda a Renzi di riportare in città l’Esercito per riattivare in ogni zona di Milano le pattuglie miste con carabinieri e polizia istituite dall’allora ministro La Russa".