Laura Prati dopo la sparatoria in Comune venne sottoposta a intervento
Laura Prati dopo la sparatoria in Comune venne sottoposta a intervento

Milano, 19 aprile 2016 - Confermato l'ergastolo in corte d'Assise d'Appello per l'ex vice comandante della Polizia Locale Giuseppe Pegoraro che il 2 luglio 2013 sparò al sindaco di Cardano al Campo, Laura Prati, morta dopo 20 giorni in ospedale e ferì anche l'allora vicesindaco, Costantino Iametti.

I giudici hanno accolto la richiesta del sostituto pg Daniela Meliota e hanno riformato parzialmente soltanto due imputazioni rispetto al primo grado: hanno condannato l'imputato per resistenza a pubblico ufficiale anche per aver sparato a due poliziotti mentre fuggiva e lo hanno assolto dall'accusa di detenzione di arma in relazione ad una bottiglia incendiaria. La pena finale resta comunque l'ergastolo.

"L'unica cosa che ha fatto mia madre è stato il suo dovere ed ha pagato per questo e sono contento che i giudici non abbiano dato peso alle parole dell' imputato" ha sottolineato Massimo Poliseno, figlio di Laura Prati, dopo la sentenza. Il figlio della donna uccisa ha parlato anche delle dichiarazioni spontanee rese in mattinata dall'imputato, definendole come «parole fredde e senza alcuna compassione". Presente in aula, sempre come parte civile, anche Costantino Iametti (attualmente presidente del Consiglio comunale a Cardano al Campo) che quella mattina, quando era vicesindaco, rimase ferito. "Porto avanti il testimone di Laura - ha detto - era una ragazza forte, che ha fatto molto in particolare contro la violenza sulle donne".