I controlli dei carabinieri lungo la ferrovia
I controlli dei carabinieri lungo la ferrovia

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Milano, 28 gennaio 2021 -  Il fenomeno è in atto dai primi mesi del 2019, e pian piano si è consolidato. A cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 2020, se ne sono viste le ultime tragiche conseguenze in ordine di tempo: due uomini investiti in tarda serata lungo i binari da treni regionali in arrivo alla stazione di Rogoredo. Perché erano lì? Per raggiungere a piedi le mini-piazze di spaccio in zona San Donato, nuovi avamposti dei pusher dopo il progressivo smantellamento del supermarket dell’eroina di via Sant’Arialdo. La pressione delle forze dell’ordine, via via più marcata dall’autunno del 2016, e il varo del piano "L’unione fa la forza" (che ha agito contemporaneamente su repressione, assistenza sanitaria e riqualificazione) ha costretto i pusher ad abbandonare definitivamente quel luogo, per anni porto franco e meta quotidiana per migliaia di tossicodipendenti provenienti da tutte le regioni del Nord Italia.

Tuttavia, l’operazione ha portato con sé un prevedibile effetto collaterale ("Questo comporterà l’apertura di rivoli che noi dobbiamo seguire e contrastare", mise in guardia il prefetto Renato Saccone nel marzo del 2019): lo smercio di "nera" a buon mercato si è fatto itinerante. Domanda (che purtroppo non si è ridotta) e offerta (sempre presente) hanno trovato modi alternativi per incontrarsi, preferibilmente in luoghi meno controllati. Intendiamoci, i riflettori su Rogoredo non si sono mai spenti, per non vanificare gli sforzi fatti: gli incidenti mortali di fine 2020 hanno fatto suonare un nuovo campanello d’allarme, con un focus particolare su un binario morto "colonizzato" dai pusher. I servizi di carabinieri e polizia sono continui: fino alle 19 le pattuglie monitorano l’area da via Cassinis a Chiaravalle; poi le auto coi lampeggianti accesi presidiano proprio quel punto, in corrispondenza di un grosso cancello verde, per tenere lontani gli spacciatori. Che da tempo, come detto, si sono spostati anche più a sud. Lì si è concentrata l’azione dei carabinieri della Compagnia di San Donato, guidati dal capitano Luca Ciravegna: nell’estate del 2019, le ruspe hanno buttato giù gli accampamenti di fortuna costruiti in un’area boschiva accanto alla stazione. Di recente, altri blitz sono andati in scena in una cascina diroccata, una sorta di "stanza del buco" tra immondizia e siringhe. I nomi di decine di consumatori, in particolare quelli con precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, sono stati inviati agli agenti della Divisione Anticrimine per le eventuali misure di prevenzione da adottare.

E due giorni fa il questore Giuseppe Petronzi ha emesso 40 fogli di via obbligatori (e 6 avvisi orali) nei confronti di altrettanti tossicodipendenti non residenti a San Donato, che dovranno restare lontani dal territorio del Comune per periodi variabili tra uno e tre anni. Ovviamente, il monitoraggio va avanti (ieri pomeriggio l’ultimo controllo dei militari), per verificare il rispetto dei divieti da parte di destinatari che solitamente non sono così ligi alle regole. Specie quando la scimmia da eroina torna a pesare sulla schiena come un macigno.