Muro anti pusher a Rogoredo
Muro anti pusher a Rogoredo

Milano, 24 maggio 2018 - Un muro lungo più di mezzo chilometro per rendere la vita complicata ai pusher di via Orwell. Una barriera parallela ai binari dell’Alta velocità per togliere le vie di fuga agli spacciatori di eroina e controllarne i movimenti, evitando peraltro che mettano a rischio la loro incolumità e quella dei passeggeri che viaggiano a bordo dei treni che quotidianamente arrivano alla stazione di Rogoredo. Dell’ipotesi si era già parlato nei mesi scorsi, ma ora quell’idea sta diventando realtà, con tanto di cronoprogramma: i lavori, a cura di Rete Ferroviaria Italiana, dovrebbero concludersi nell’ottobre prossimo. Quel sistema di protezione di 600 metri, che andrà a sostituire la staccionata in cemento diventata mese dopo mese il punto di ritrovo degli sbandati mandati via dal boschetto, rappresenta parte della soluzione al problema; al resto penserà il nuovo sistema di videosorveglianza con 60 telecamere, che potrebbe agevolare anche il lavoro d’indagine di carabinieri e polizia sul traffico di droga nella zona.

La questione Rogoredo, seguita da sempre con particolare attenzione dal prefetto Luciana Lamorgese, è stata ancora una volta al centro della riunione di ieri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, durante la quale si è discusso anche di occupazioni abusive, campi rom e ulteriori servizi di controllo del territorio da implementare per aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini milanesi. Ovviamente, esponenti delle forze dell’ordine e rappresentanti istituzionali sanno bene che la riqualificazione dell’area attorno allo scalo ferroviario dell’estrema periferia sud-est non può passare soltanto dal muro anti-pusher, dai pur incessanti blitz di militari e agenti: c’è bisogno di iniziative ed eventi culturali che possano far rivivere un’area di Milano per anni abbandonata a se stessa, sulla falsariga del progetto affidato dal Comune a Italia Nostra per la definitiva rinascita del bosco di via Sant’Arialdo.

A proposito di bosco, c’è pure un altro tema di stretta attualità: l’allargamento del campo d’azione del decreto Minniti pure alle aree adibite a verde pubblico, attraverso una modifica al regolamento di polizia urbana; in questo modo, il ragionamento, sarà possibile sanzionare con ordini di allontanamento e con Daspo urbani (in caso di recidiva) coloro che sosteranno in quelle zone, a cominciare dal parco a due passi da Rogoredo, in maniera molesta e creando disagio ai residenti. Oltre alle certezze, ci sono anche un paio di nodi da sciogliere. Uno, ad esempio, riguarda il potenziamento del presidio Polfer in stazione: in attesa del provvedimento che ne vari l’istituzione, ci penseranno gli agenti di stanza a Lambrate a controllare la zona con una serie di servizi straordinari. Pare tramontata, invece, l’attivazione del servizio di vigilanza privato sempre a carico di Rfi: la presenza di spazi troppo ampi da pattugliare e le esperienze non proprio memorabili in altre città paiono sconsigliare l’esperimento.