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17 giu 2022

Socialità, inserimento lavorativo, laboratori e pizzeria: apre “Mosso”

Il Punto di comunità nell’ex Convitto del Parco Trotter coinvolge i cittadini rigenerando spazi rimasti inutilizzati per anni

17 giu 2022
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura
Foto di gruppo con la vicesindaco Scavuzzo nella cucina della struttura

A dare il benvenuto è la portineria sociale che ospita il bar affacciato sui giardini: dietro il bancone lavorano fianco a fianco baristi e operatori sociali. Lo sguardo è catturato poi dal ristorante-pizzeria con 120 coperti all’interno e altri 100 in giardino, accanto allo “spazio riuso“ aperto al quartiere e che rappresenta l’entrata ufficiale nel Parco Trotter, verso l’area spettacoli dove ascoltare musica e ballare. Un’elegante scala conduce dall’esterno al primo piano, regno dei laboratori sociali e della cucina condivisa, "luogo di incontro e scambio di saperi e sapori del mondo" ma anche teatro di attività di formazione professionale. E non manca la sala incontri, per convegni ed eventi. È “Mosso“, il nuovo Punto di comunità di Lacittàintorno, il programma di Fondazione Cariplo, in collaborazione con il Comune di Milano, che coinvolge gli abitanti dei quartieri dando nuova vita a spazi inutilizzati o in stato di degrado. In questo caso la rigenerazione riguarda l’ex Convitto del Trotter, uno spazio di 2.400 metri quadri affacciati sul parco Trotter e su via Padova; un complesso con 4 padiglioni, con giardino, orti e terrazza. Ieri, l’inaugurazione. "Una piazza aperta", scrive sui social il sindaco Giuseppe Sala.

“Mosso“ è il risultato di un percorso di co-progettazione avviato nel 2018 tra Comune di Milano, Fondazione Cariplo e un’Ati, Associazione temporanea d’impresa composta dalle cooperative sociali La Fabbrica di Olinda, Comin e Centro servizi Formazione e dalle associazioni culturali Ludwig e Salumeria del Design. Nel 2012, Fondazione Cariplo aveva già investito 8 milioni di euro per il recupero dell’immobile, all’epoca in stato di abbandono, integrati da 3 milioni del Comune di Milano; a questa cifra si somma il contributo da 1,3 milioni a favore dell’Ati, di cui La Fabbrica di Olinda è capofila, per il sostegno alla fase di start up del nuovo Punto di Comunità. La Fabbrica di Olinda, per adeguare l’ex Convitto alle nuove funzioni, ha contribuito con un importante investimento sia in fase di ristrutturazione che di avvio gestionale.

Ora questo spazio da vivere è realtà. "Per rafforzare la mission di inclusione del progetto – spiegano i promotori – tutte le attività lavorative sono state impostate per accogliere dei percorsi di inserimento lavorativo di persone svantaggiate che saranno accompagnate da tutor nelle loro mansioni quotidiane. A supporto c’è una rete di servizi sociali, sanitari e del privato sociale".

"Finalmente il progetto è completo e, insieme ai padiglioni assegnati alla scuola e alle piscine rinnovate, anche l’ex Convitto si apre a nuova vita", commenta la vicesindaco Anna Scavuzzo. "Questo nuovo Punto di comunità nasce per unire energie – continua Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo – e aprire possibilità per le persone che abitano in questo quartiere e per tutta la città". E "la co-progettazione tra i promotori di mosso (Comune, Fondazione, cooperative e associazioni) è

stata essenziale – conclude Thomas Emmenegger, presidente di La Fabbrica di Olinda –. Ci siamo costruiti un cannocchiale attraverso cui guardare il futuro del progetto e le opportunità di sviluppo per i prossimi 17 anni".

Marianna Vazzana

© Riproduzione riservata

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