Smart Working
Smart Working

Milano, 2 ottobre 2020 - Tutti al lavoro (o quasi) da lunedì 5 ottobre al Comune di Milano: il direttore generale Christian Malangone ha inviato a tutti i responsabili le nuove disposizioni sullo smart working. In sintesi (fatto salvo chi ha disabilità, particolari fragilità, è in quarantena o ha figli fino ai 14 anni in quarantena) "il limite per ciascun singolo dipendente è di sei giornate di lavoro agile al mese, utilizzabili sia con cadenza settimanale sia consecutivamente, previo accordo con i direttori di riferimento".

Ma la rappresentanza sindacale unitaria dei dipendenti di Palazzo Marino non ci sta e ha chiesto "che sia convocato immediatamente il tavolo sindacale in merito alle disposizioni" sullo smart working. "In questo momento in cui c'è un aumento dei contagi - ha spiegato Stefano Mansi, Rappresentante per la Sicurezza della Rsu - arriva questa determina del Comune che è improvvida, soprattutto perché non è possibile mantenere la distanza di sicurezza in molti uffici. Il rientro così massivo dei dipendenti aumenterà i rischi di contagio. In molti uffici, come ad esempio, in via Bernina 12 sede dell'Urbanistica e dell' Area Tecnica i corridoi sono stretti e gli ambienti angusti, questo rende difficoltoso il distanziamento tra i dipendenti.

"Queste scelte, del rientro dei dipendenti dallo smart working - ha aggiunto -, devono essere adeguate ai vari ambienti di lavoro, una determina così generale per 14 mila dipendenti non ha senso. Siamo l'unica azienda medio grande della città che fa rientrare i dipendenti, le altre sono tutte in smart working". (