La visita  del ministro Bonafede all’indomani dell’incidente in Tribunale
La visita del ministro Bonafede all’indomani dell’incidente in Tribunale

Milano, 16 febbraio 2019 - L'operazione «tribunale sicuro» è scattata. No, niente lavori in corso su parapetti e balaustre decisamente troppo bassi e fuori norma, ma un bel volantino con sfondo giallo e il tradizionale triangolo nero di pericolo con dentro l’omino stilizzato vicino ad un balcone. La scritta in stampatello maiuscolo dice tutto: “Attenti non sporgersi parapetto basso”.

Il nuovo strumento di prevenzione cadute, diciamo così, è andato ad affiancarsi a quello altrettanto efficace già attaccato con lo scotch da qualche settimana: altro volantino stavolta a sfondo bianco, cerchio rosso di divieto e omino stilizzato seduto ma “sbarrato” in rosso a condannarne l’azione: “Vietato sedersi”. Dopo accorgimenti così efficaci (un po’ come quelli che sui pacchetti di sigarette segnalano pericolo di morte a chi le fuma) è evidente che non potranno più succedere drammatiche cadute come quella del giovane avvocato precipitato un mese fa dal ballatoio del quarto piano di Palazzo di Giustizia. O no?

In realtà farebbe un po’ ridere (se non ci fosse da piangere) la temporanea soluzione del problema messa a punto, probabilmente, da qualcuno di quegli uffici giudiziari coinvolti dall’indagine (ormai trasferita a Brescia) sulla caduta del neo avvocato Antonio Montinaro che - è evidente, se vanno così le cose - dovrà armarsi di molta pazienza prima di poter vedere aiuti concreti in suo favore.

Nel frattempo, in attesa che la procura di Brescia (retta temporaneamente dall’ ex magistrato “milanese” Carlo Nocerino) decida il da farsi circa le possibili responsabilità per le lesioni colpose gravissime subite dalla vittima dell’infortunio, i circa novemila frequentatori giornalieri del “Palazzaccio” saranno indubbiamente rassicurati dall’apposizione fra l’altro a macchia di leopardo, dei famosi volantini “dissuasivi”.

Peccato che nel gioco dei rimpalli tra vertici giudiziari milanesi e ministero romano, non si siano viste nemmeno le 400 transenne mobili promesse per limitare il pericolo di circa un chilometro di parapetti fuorilegge per misura e che - dissero gli addetti - il Comune avrebbe messo a disposizione salvo però riprendersele per la Stramilano tra due mesi. Quasi un gioco delle tre carte. Eppure un tempo qualcuno dei responsabili della sicurezza dell’edificio anni ’30 riuscì pure a far proteggere i parapetti pericolosi. Per esempio nell’ammezzato tra quarto e quinto piano, dove senza logica apparente si vedono affiancate balaustre protette con vetrate a mezza parete, a parete intera o del tutto liberi verso il vuoto.

Nell’attesa di trovare un senso a questa cosa (che forse un senso non ce l’ha) l’Ordine degli avvocati e anche i sindacati dei lavoratori di Palazzo di Giustizia insistono per la nomina di un commissario ad hoc che possa aver mano più libera nell’affrontare l’emergenza.