Furto in casa (foto di repertorio)
Furto in casa (foto di repertorio)

Milano, 27 gennaio 2019 - È vero e proprio boom delle denunce per furti in casa. In un solo anno (quello giudiziario va da luglio 20017 a fine giugno 2018) sono aumentate in modo stratosferico: addirittura del 149 per cento. In termini assoluti, sono passate dalle oltre 7mila presentate nello stesso periodo dell’anno prima, alle oltre 19mila di questi ultimi dodici mesi. Più di 52 furti al giorno dentro le case.

È un dato che si riferisce all’insieme delle procure attive presso i vari tribunali del distretto della Corte d’appello di Milano. Un territorio ampio che va da Busto a Como, da Lecco a Lodi, da Milano a Pavia, ma anche su fino a Sondrio. Il picco emerge dalla relazione firmata dalla Procura generale. L’esplosione dei furti nelle abitazioni, fra l’altro, fa sì che l’intero comparto dei «furti» (ci sono anche quelli nei negozi, sulle auto, sulle persone...) segnali un preoccupante aumento complessivo del 50%, per un totale di denunce che supera l’impressionante numero delle 70mila. Tra gli altri dati indicati nella relazione, spicca la crescita ancor più evidente nell’ultimo anno - +181 per cento - delle bancarotte fraudolente. Notevole anche l’aumento del 23% degli omicidi con vittime donne (la voce generale degli «omicidi volontari» segna un + 15%). Mentre in netto calo quest’anno (- 45%) sono le denunce per i delitti «contro la pubblica amministrazione», i reati da colleti bianchi: meno 4% delle denunce per corruzione, meno 3% per peculato, ma anche un +64% per concussione.

Quanto alle morti sul lavoro, la statistica relativa al periodo 2017/2018 offre un quasi rassicurante meno 11% , subito raffreddato, però, dalla specificazione che su questo grande tema i dati sono stati purtroppo «non valorizzati da alcune procure» e risultano dunque incompleti. Altro notevole balzo in avanti, sempre restando ai dati aggregati delle diverse procure sul territorio della Corte d’appello milanese, quello del numero delle denunce per autoriciclaggio, in pratica la «ripulitura» del denaro ad opera delle stesse persone che hanno commesso il reato da cui quei soldi provengono. Siamo passati in un solo anno da 14 a ben 27 denunce, in pratica un raddoppio. Stando alle relazione prodotta dal pg Roberto Alfonso, invece, per la prima volta negli ultimi anni nella Procura milanese calano le denunce relative ai reati contro i soggetti deboli, dai maltrattamenti in famiglia (-4,4 %) alle violenze sessuali e fino alllo stalking. «Ma questo non sembra un segnale posivo – commenta un esperto della materia come l’ex pm ora giudice Fabio Roia – può anche significare che è aumentato il sommerso...», ovvero le denunce non fatte.