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29 apr 2022

"Sì al mutuo da cinque milioni" Centro sportivo, si vede la luce

Scatta il salvataggio: il Municipio pagherà il finanziamento "ma la rata passerà al nuovo operatore"

29 apr 2022
barbara calderola
Cronaca
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo
Carugate firma l’impegno: sì al mutuo di 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo

di Barbara Calderola

Sì al mutuo da 5 milioni per salvare lavoratori e Centro sportivo. Carugate firma l’impegno che "mette in moto la catena che ci porterà fuori dal tunnel", spiega il sindaco Luca Maggioni. Che il "Piano B" dopo la tegola del fallimento Gestisport passasse da questo debito era nell’aria da tempo. In gioco ci sono un centinaio di famiglie legate al gestore che a dicembre ha portato i libri in tribunale e ora passati alla bergamasca Acquatica Sport&Fitness che traghetterà la struttura verso la gara definitiva, a fine anno. Un incarico di 10 mesi, fino al 31 dicembre, per la società di Romano di Lombardia dopo la procedura negoziata con la quale l’amministrazione ha cercato di rimediare al crac. Accantonate le tensioni dei mesi scorsi sul futuro del polo anche Carugate Attiva, all’opposizione, ha votato per il prestito a lungo termine da restituire a Bcc Milano in 25 anni. L’istituto ha rinunciato a 500mila euro di interessi, l’importo del mutuo copre la fideiussione sottoscritta dalla vecchia giunta di centrosinistra sul project-financing a garanzia del contratto trentennale che aveva esternalizzato l’impianto. Gestisport aveva promesso di farne un punto di riferimento d’eccellenza per il territorio. "Ma il Covid ha cambiato tutto", dice Pier Giorgio Comelli, assessore al Patrimonio. I conti sono sprofondati in rosso, il buco è arrivato a 15 milioni e a quel punto "il banco è saltato". A mettere ulteriormente in difficoltà i Comuni è stata la decisione del tribunale di negare l’esercizio provvisorio. La scelta ha trasformato la ricerca di qualcuno che raccogliesse il testimone in una spasmodica corsa contro il tempo per evitare che la banca chiedesse la restituzione dei 350mila euro di canone annuo versato dalla società.

Ora il Municipio pagherà il finanziamento "ma la rata passerà al nuovo operatore". È il paletto dell’appalto che dovrà accollarsi chi subentrerà. "Nel frattempo per non chiudere vasche e palestra provvediamo noi", chiarisce Maggioni. Disposto a investire piuttosto che perdere un servizio-chiave, "un altro prezzo salato pagato alla pandemia".

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