Milano, 5 settembre 2017 -  Lo sgombero della ex scuola di via Pizzigoni si è concluso con la proposta di accoglienza avanzata dal Comune di Milano a 31 persone, con documenti in regola, affidate per l'assistenza ai servizi sociali. Tra le 31 persone ci sono sei donne, due delle quali in stato di gravidanza. Tra gli occupanti, stranieri di diverse nazionalità, non erano presenti minori. I Servizi sociali si sono riservati di approfondire la condizione di sette ragazzi, sedicenti maggiorenni senza documenti, e sono in attesa di ulteriori segnalazioni da parte della Questura. Chi ha accettato l'accoglienza è stato trasferito al Centro aiuto Stazione Centrale di via Ferrante Aporti e destinato ai centri per senza fissa dimora di via Aldini, via Sammartini, via Mambretti e via Lombroso.

RAKET DELLE STANZE - "Una stanza poteva costare dai 5 ai 30 euro alla settimana. Chi non pagava doveva lasciare il suo posto e se reagiva subiva le conseguenza". A parlare è uno degli occupanti della ex scuola Colombo.  Yusef (nome di fantasia per tutelare il testimone) ha raccontato all'Ansa che il piano terra e il primo erano gestiti da un marocchino che riusciva a imporre il suo volere con la forza. "Pagavi di più o meno a seconda del rapporto che avevi con lui. Se gli stavi simpatico o eri parte del suo gruppo allora ti faceva un prezzo di favore, altrimenti 30 euro. Se non potevi pagare dovevi andartene, qualcuno ha trovato posto al secondo piano gratuitamente. Lì c'erano soprattutto italiani. La settimana scorsa un ragazzo nordafricano ha reagito ed è stato accoltellato. Dopo nessuno si è permesso di alzare la voce contro il ras".  La scuola, resa inagibile per l'uso didattico a causa della presenza di amianto, ospitava oltre 140 persone (anche se è difficile calcolarne il numero preciso) e al momento dello sgombero erano presenti circa un centinaio di occupanti. Tra loro anche due uomini su cui pendevano mandati di cattura.

"UNA LIBERAZIONE" - Soddisfatti i residenti del quartiere: "Per noi è una liberazione. Ogni notte c'erano violenze, botte, spaccio". "Fino a marzo erano autorizzati a restare qui dal Comune - ha commentato uno degli inquilini storici della via - ma è sempre stato un luogo abbandonato a se stesso, dove degrado, sporcizia, violenze hanno accompagnato la loro presenza. Un intervento della polizia era necessario. Speriamo basti, altrimenti siamo disposti a organizzarci da soli". Molti dei residenti conoscono bene la scuola Colombo perché l'hanno frequentata da ragazzini o come genitori. "L'hanno chiusa perché era piena di amianto - ha raccontato una delle condomine del palazzo di fronte - Abbiamo visto gente che faceva sesso in strada, extracomunitari che si accoltellavano, spacciavano senza timore. Avevamo perso la possibilità di andare ai giardinetti. Ora dove andranno? Il nostro timore è che rientrino tra qualche giorno e tutto torni come prima".

"RIPRISTINATO LA LEGALITA'" - "Ringraziamo le forze dell' ordine e la questura per la professionalità nell'intervento, realizzato con il supporto degli agenti della Polizia Locale, del personale della Protezione civile e dei servizi sociali - hanno commentato gli assessori alla Sicurezza e alle Politiche sociali del Comune di Milano, Carmela Rozza e Pierfrancesco Majorino -. Nella scuola, già oggetto a partire da marzo di sopralluoghi dell' Unità problemi del territorio della Polizia locale, erano stati fatti dei piccoli interventi per sigillare alcuni accessi. Abbiamo ripristinato la legalità offrendo nel contempo assistenza e una soluzione di accoglienza nelle strutture per i senza fissa dimora".