Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet WhatsApp Canale YouTube
Cronaca Sport Cosa fare

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Sesto, famiglie sgomberate dall’ex Alitalia: "Non ci arrendiamo"

Blitz delle forze dell’ordine nello stabile occupato: nuovo trasferimento in via Oglio a Milano, ma solo per poche ore

di LAURA LANA
Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2018 alle 07:27
INCERTEZZA Nel pomeriggio inquilini è attivisti sono tornati in via Oglio e hanno riportato nello stabile in zona Corvetto i loro effetti personali Davanti ai cancelli c’erano vigilanti di una società privata Prosegue una raccolta di fondi online lanciata per sostenere le spese

Sesto San Giovanni (Milano), 5 settembre 2018 - È durato meno di 48 ore il “ritorno a casa” dei 184 occupanti. Un blitz, alle 7 di mattina, ha risvegliato il palazzo ex Alitalia in piazza don Mapelli. Le forze dell’ordine, coordinate dalla Questura di Milano, ieri hanno sgomberato l’edificio che nella notte tra domenica e lunedì era stato occupato dal collettivo “Aldo dice 26x1” anticipando lo sgombero, previsto per domani, dello stabile in via Oglio a Milano dove alloggiano le famiglie. È servita un’intera mattinata per liberare l’edificio un tempo sede della compagnia aerea, dismesso dal 2010 e già utilizzato come residence sociale dal 2014 al 2016 dagli attivisti. Un grande spiegamento di forze, tra polizia, carabinieri e polizia locale, per portare a termine le operazioni che si sono protratte fino al fino pomeriggio. «Siamo usciti con i bambini in braccio, siamo stati svegliati mentre dormivamo. Ora dove andiamo?», chiedevano le famiglie. Per le situazioni più critiche, il Comune di Milano si è messo in moto per sistemazioni temporanee. «E tutti gli altri? Per strada? Ci sono persone, tra cui tanti bimbi, che non sanno dove andranno a dormire nei prossimi giorni». “Aldo dice 26x1”, cantavano in coro i bambini, dietro lo striscione con lo stesso slogan.

Quando è avvenuto il blitz si trovavano all’interno dell’ex Alitalia una settantina di persone, tra cui oltre 20 bambini. Nei momenti concitati dello sgombero una donna ha accusato un malore, ed è stata soccorsa. Gli occupanti sono usciti a gruppi. Sulle spalle zaini con i vestiti, in mano buste della spesa piene di oggetti personali. E poi, ancora, trolley e tanti scatoloni. Ma, nell’area pedonale, fuori dall’ingresso di via XXIV Maggio per ore sono rimasti accatastati materassi, sedie, una macchina del gas e tutto quello che era già stato trasportato dallo stabile milanese di via Oglio, che entro domani deve essere abbandonato. Ex uffici nuovamente vuoti, con i camion che hanno riportato via tutto quello che era stato traslocato appena un giorno prima. 

In piazza, cori contro la Lega e il sindaco di Sesto Roberto Di Stefano. E un comizio che ha radunato anche diversi esponenti della sinistra sestese e che ha ripercorso la storia dell’ex Alitalia, dalla prima occupazione a quella dell’altra notte. Con una promessa. «La trattativa con il Comune di Milano è in corso, ma per ora si è provveduto a cercare una sistemazione solo per un terzo delle persone. Noi invece vogliamo trovare un tetto per tutti. E andremo altrove». Ieri è stata avviata anche la messa in sicurezza dello stabile, per evitare eventuali nuovi ingressi. A effettuare i lavori è il Comune, con l’autorizzazione della proprietà. Nel pomeriggio inquilini e attivisti sono tornati nello stabile in via Oglio che verrà sgomberato domani, e hanno trovato in presidio davanti all’ingresso vigilanti di una società privata. Sono entrati e hanno riportato lì le loro cose, ma la partita sul futuro di “Aldo Dice” è ancora tutta da giocare. 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.