Aumento degli atti di autolesionismo e suicidi tra i giovanissimi
Aumento degli atti di autolesionismo e suicidi tra i giovanissimi

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Milano - "Se farai questo, mi darai molto piacere. Se ora partirai, anche tu resterai solo. Se fossi un’aquila, volerei subito da te". Potrebbe nascondersi nel testo di un biglietto scritto a mano il motivo del suicidio di un quindicenne nato in Italia da genitori cinesi, che nel tardo pomeriggio di lunedì si è lanciato dall’appartamento al dodicesimo piano di uno stabile nella periferia nord della città. Tre frasi che hanno fatto subito pensare ai familiari che il ragazzo sia rimasto coinvolto in una sorta di sfida on line, come quelle che già nel recente passato hanno generato tragedie tra gli adolescenti; basti ricordare la morte del quattordicenne Igor Maj, che il 6 settembre 2018 si strangolò con una corda nella sua cameretta dopo aver visualizzato sullo smartphone un filmato YouTube che mostrava "cinque sfide pericolosissime" legate alla cosiddetta "Blackout challenge".

Inizialmente, stando a quanto apprende il Giorno, i parenti del quindicenne, comprensibilmente sconvolti dall’accaduto, non avevano dato molto peso al pezzo di carta, ritrovato dopo il sopralluogo degli agenti di polizia (che hanno sequestrato iPad e cellulare della vittima). Lo zio del ragazzo ne ha comunque fotografato il contenuto prima di disfarsene; e ieri si è recato nel commissariato di zona per segnalare il ritrovamento, con la speranza di recuperare anche l’originale del biglietto. Sì, perché sul caso il pm della Procura dei minori Ethel Ancona ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio, al momento a carico di ignoti, per capire se qualcuno abbia spinto il quindicenne a togliersi la vita.

Cresciuto a Milano, l’adolescente aveva iniziato proprio due giorni fa un nuovo ciclo scolastico in un istituto superiore a due passi da casa; di conseguenza, riflettono i familiari, è improbabile si tratti di un caso di bullismo tra i banchi, visto che il ragazzo aveva appena conosciuto i nuovi compagni di classe. Discorso diverso vale per l’altra ipotesi. La sorella, che si trovava in casa nel momento in cui il fratello è precipitato, ha raccontato che da agosto in avanti il quindicenne ha incrementato notevolmente il numero di ore davanti all’iPad, trascorse con ogni probabilità a giocare virtualmente con altri coetanei. È quella la pista da seguire per spiegare un gesto senza un perché? C’è un legame con le frasi che il ragazzo ha scritto sul biglietto? A proposito di biglietti, nell’abitazione ne è stato ritrovato un altro, con un indirizzo mail. Tutto materiale per gli investigatori, che passeranno al setaccio siti web visitati e contenuti delle chat per avere un quadro più chiaro della situazione e individuare eventuali responsabilità esterne nella tragica fine del liceale. Purtroppo, quello del quindicenne non è stato l’unico caso di lunedì. 

Nel corso della mattinata, ci sono altri due episodi. A Bollate, una quindicenne si è lanciata dal settimo piano di un palazzo poco dopo le 7: vani i soccorsi, troppo gravi i traumi riportati nella caduta; secondo le prime informazioni, la vittima avrebbe lasciato alcuni bigliettini per spiegare il suo gesto. Un’ora dopo, una dodicenne è precipitata dal quarto piano di un edificio in una zona semicentrale di Milano: è ricoverata nel reparto di Rianimazione del Niguarda, le sue condizioni sono ritenute molto critiche e la prognosi è riservata. Non sembrano esserci dubbi sulla dinamica: un testimone ha visto la minorenne lanciarsi volontariamente dalla finestra. La dodicenne non avrebbe lasciato nessun messaggio ai genitori né risulta fosse seguita da uno specialista per problemi di natura psichica. Anche per lei sarebbe stato il primo giorno di scuola in seconda media.