Manifestazione in difesa della 194
Manifestazione in difesa della 194

Milano, 20 febbraio 2019 - Servirà l'esplicito consenso «della donna o di chi è titolato alla decisione» perché un embrione, in seguito ad un’interruzione volontaria di gravidanza, possa essere sepolto in un cimitero e possa essere individuabile e riconoscibile anche nella sua ultima dimora. A stabilirlo è uno degli emendamenti alla riforma dei servizi funebri approvata ieri dal Consiglio regionale. A proporlo è stato il Pd e il via libera è arrivato all’unanimità.

Oggi la legge regionale prevede la sepoltura di tutti gli embrioni. In caso di interruzione volontaria di gravidanza, la coppia deve essere chiamata a scegliere se provvedere a tale sepoltura per proprio conto o se invece lasciare che sia l’ospedale a provvedervi. In quest’ultimo caso il feto viene tumulato in aree apposite dei cimiteri senza che sia individuabile. «La legge in vigore finora – confermano i consiglieri democratici – imponeva che venisse data comunque sepoltura ai feti. Ora si è stabilito che venga data sepoltura agli embrioni solo se richiesto esplicitamente dalla donna. Questa modifica – concludono i consiglieri regionali del Pd – conduce alla volontà e alla sensibilità personale della donna la decisione di procedere alla tumulazione, senza più imposizioni per legge da parte dell’istituzione». Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, però precisa: «Nel caso in cui la donna non esprima il consenso alla tumulazione dell’embrione, questo continuerà ad essere tumulato a cura delle strutture sanitarie in aree apposite come avviene da sempre e nel massimo rispetto dello stesso». Da qui anche la precisazione di Simona Tironi, consigliera regionale di Forza Italia relatrice del progetto di legge: «Noi vogliamo togliere l’obbligo di sepoltura e nei prossimi mesi lavoreremo in questa direzione. Quanto approvato in aula dovrà essere meglio spiegato e meglio definito nel regolamento che dovrà essere deliberato dalla Giunta regionale e che è previsto entro l’estate». Per chi non lo ricordasse, la norma sulla sepoltura dei feti in Lombardia fu varata nel 2007, ai tempi della Giunta guidata da Roberto Formigoni, governatore di salda confessione ciellina.

L'assessore Gallera, da parte sua, si concentra infine sul complesso della riforma: «Si tratta di un provvedimento che mette ordine, con chiarezza, sulle norme vigenti in questa materia e ne introduce nuove decisamente al passo con i tempi e con le radicali trasformazioni della società avvenute negli ultimi anni. Il decesso di una persona cara, che sia un parente stretto, un congiunto o un amico, genera un contesto emotivo particolarmente delicato. È importante quindi supportare questa fase con un ambiente adeguato, personale preparato e opportunamente formato, regole certe e trasparenti, una forma personalizzata di assistenza sulle pratiche, le procedure e gli spostamenti della salma».