Preoccupano i dati sulla dispersione scolastica
Preoccupano i dati sulla dispersione scolastica

Milano, 29 gennaio 2021Quasi un diplomato su due non si iscrive all’università nell’anno della maturità. In Lombardia (fonte Openpolis su dati Bes) solo il 54,5% dei neo-diplomati (esclusi i tecnici) prosegue il percorso di studi in ambito accademico. Un trend allarmante alla luce delle indicazioni dell’Unione europea, che ha chiesto a ogni Paese di raggiungere il traguardo del 40% di laureati tra i 30 e i 34 anni. L’Italia occupa il penultimo posto con il 27,6% seguita solo dalla Romania a quota 25,8%.

In Lombardia , ad eccezione di Sondrio dove soltanto il 37,1% si iscrive all’università nell’anno in cui ha concluso le superiori, i dati oscillano dal 58% della provincia di Lodi al 51,1% di Brescia, con la città metropolitana di Milano posizionata a metà di una curva (55,7%) che presenta pochi picchi e cadute. "Anche questi numeri – analizza Pierpaolo Triani, professore di pedagogia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – evidenziano due tendenze su cui occorre lavorare: esiste un problema di orientamento al percorso scolastico da intraprendere dopo la secondaria di primo grado (le medie, ndr) e c’è un’alta percentuale di studenti iscritti all’università che non arriva alla laurea".

Solo un universitario su quattro discute la tesi e consegue il titolo di dottore (laurea triennale). E uno su cinque conclude la specialistica ottenendo il titolo di dottore magistrale. "Uno dei problemi è alla base: anche quest’anno si sta confermando tra i ragazzi una forte preferenza per i licei (in Lombardia il 52% delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, ndr) – spiega il professor Triani –. E non tutti gli studenti che concludono il liceo poi si iscrivono all’università. Il motivo? Esiste una percezione sociale diffusa che la laurea non sia un titolo fondamentale per trovare un lavoro: viene vista come un eccesso di formazione che non offre una spendibilità immediata, mentre tutti gli studi dicono che nel lungo-medio termine fa la differenza. Inoltre in alcuni casi si preferisce il liceo solo per il titolo culturale, spinti anche dalle famiglie e da una lettura dei professionali come luoghi problematici. È un peccato perché ci sono tanti professionali in grado di offrire un’ottima formazione: una maggiore attenzione all’orientamento scolastico e un potenziamento dell’offerta degli istituti tecnici superiori aiuterebbe a ridurre la dispersione scolastica".