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26 apr 2022

Il teatro che resiste nel cuore di Kiev

Nataliia Vainilovych e la scuola di Playback: "Così ricreiamo comunità. Ma cerchiamo alleati dell’arte"

26 apr 2022
simona ballatore
Cronaca
Nataliia (Nata) Vainilovych, 36 anni, è sempre rimasta in Ucraina. È attrice, artista, insegnante e sociologa
Nataliia (Nata) Vainilovych, 36 ann
Nataliia (Nata) Vainilovych, 36 anni, è sempre rimasta in Ucraina. È attrice, artista, insegnante e sociologa
Nataliia (Nata) Vainilovych, 36 ann

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Milano - La resistenza del teatro, nonostante le bombe. Nonostante la sirena dell’allarme anti-aereo, che risuona ancora nelle orecchie, che scandisce i tempi di Kiev. Nataliia (Nata) Vainilovych, 36 anni, è sempre rimasta in Ucraina. È attrice, artista, insegnante e sociologa. "Perché rimanere? Penso a mia nonna, che non vuole andarsene: ha visto passare la seconda guerra mondiale, ha visto questa guerra. Che non è cominciata a febbraio come si dice troppo spesso. Ma nel 2014. Da allora è stata un’escalation continua. Resto per lei, per gli affetti. Perché è un bisogno che sento dentro. Perché non sempre è più semplice partire e lasciarsi tutto alle spalle, andando forzatamente in un Paese che non si è scelto. Tantissimi ucraini non volevano partire ma l’hanno fatto solo per i figli e vorrebbero tornare. In Ucraina c’è chi è costretto a stare a casa sotto le bombe e chi è costretto ad andarsene: entrambi ostaggio di questa terribile guerra. Resto per sentirmi utile qui".

Anche col teatro. A cominciare dal suo Playback Theatre.Teatro d’improvvisazione. Teatro di vite umane. "Ci si sente parte di una comunità – spiega –, si ricostruisce un’identità. Si ricuciono relazioni". Teatro terapeutico? "Lo sarà, diventerà una risorsa anche dal punto di vista psicologico, ma non ora, è troppo complicato anche rispondere alla domanda 'Come stai?' – risponde Nata – Prima di tutto adesso deve dare supporto alla comunità. Essere storia collettiva. Deve creare reti. Playback Theatre è diventata una famiglia, ci sentiamo tutti parte di questa situazione terribile".

Da subito è stata lasciata una raccolta fondi per supportare le persone più in difficoltà collegate alla scuola e non solo (Foundation of Ukrainian School of Playback Theatre), sono stati distribuiti medicinali diventati introvabili e generi di prima necessità. Mentre si continua ora con la formazione a distanza. E si cercano contatti per gli artisti e gli operatori dello spettacolo che continuano a lavorare dalle diverse città ucraine, per permettere loro di collaborare con persone che si occupano di televisione e cinema, con sceneggiatori, produttori. "Stanno vivendo un trauma ed è difficilissimo per loro oggi essere creativi, dar vita a storie non per forza sulla guerra – spiega Nata – Abbiamo bisogno di supportarli e di dare loro un contesto diverso".

Si cercano nuove alleanze anche con Milano e le altre città europee, mentre si continuano a disseminare voci amiche per chi è rimasto, per chi ha perso tutto, per chi di punto in bianco, anche nella capitale ucraina, si è trovato a dormire in metropolitana. Come lei. "O per chi è tornato oggi al lavoro e sembra essersi abituato a quelle sirene e al non sapere domani che succederà. Si è come assuefatti, fa parte anche questo dell’assurdità della guerra", racconta Nata. Che anche tramite le sue fotografie e i video, cerca di raccontare quello che sta succedendo: cronache dalla guerra, spiragli, ombre. Parallelamente prosegue il suo percorso personale d’artista. Nataliia Vainilovych ha partecipato a “UntTuchAble, stream-art performance festival”, in collegamento via streaming con artisti di tutto il mondo, da Milano alla Turchia, da Kiev al Belgio. Russia esclusa per questa edizione.

"L’arte non è neutra. Anch’io prima dicevo sempre che costruiva ponti – ripete l’artista – E li costruirà. Ma non ora. Ho amici artisti russi anch’io, che non sarebbero a favore del conflitto. Ma non è ancora tempo di progetti comuni purtroppo, anche perché si finisce per sostenere, con le loro tasse, questa maledetta guerra". Il ricavato del Festival è stato dedicato all’Ucraina. Come lo saranno tutte le prossime iniziative. E Nata ha cercato di dare forma anche all’assurdità e all’atrocità della guerra attraverso il suo corpo e i cinque sensi degli spettatori con “Vis-a-vis”. Un progetto che continua con nuove performance in streaming e anche in una tela collettiva. Dando forma alla rabbia sul tessuto, dandole sfumature, voci, rumori, nomi per non nasconderla e tenerla dentro, per trasformarla, per resistere. "Le performance le faccio anche per me – confessa –. Per vivere anche quello che sta accadendo, liberare, riflettere. Per sentirmi viva".

 

 

La gente di Kiev
La gente di Kiev
La gente di Kiev
I volti
I volti
I volti
Donne
Donne
Donne
Le notti di Kiev nelle foto di Nataliia (Nata) Vainilovych
Le notti di Kiev nelle foto di Nataliia (Nata) Vainilovych
Le notti di Kiev nelle foto di Nataliia (Nata) Vainilovych
Le strade di Kiev
Le strade di Kiev
Le strade di Kiev
Nataliia (Nata) Vainilovych
Nataliia (Nata) Vainilovych
Nataliia (Nata) Vainilovych
Le code
Le code
Le code
Nataliia (Nata) Vainilovych
Nataliia (Nata) Vainilovych
Nataliia (Nata) Vainilovych

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