Valeria Viero (Newpress)
Valeria Viero (Newpress)

Nasce in Italia la prima scuola di «Relooking»: parte da Milano - con il primo corso intensivo già in programma col nuovo anno - sarà itinerante, toccherà i distretti della moda, passando da Roma e Bologna, e in parte sarà fruibile online. Al timone Sophie Pereira, già fondatrice dell’Ecole Supérieure de Relooking a Parigi nel 2010, e Valeria Viero, cofondatrice e direttrice di Esr Italia che ha un obiettivo: «laureare» personal shopper e consulenti di immagine. La scuola, infatti, rilascia il più alto livello di diploma europeo (livello 6) riconosciuto dal ministero francese nell’ambito della comunicazione. Nelle sedi parigina, brasiliana e canadese sono stati già formati mille specialisti, 2.169 le ore di corso offerte nel 2016. Il piano di formazione «italiano» prevede due corsi: Comunicazione attraverso l’immagine (286 ore) e Personal Shopper, corso base e avanzato da 70 ore. Prospettive di lavoro? Consulenti nei negozi, nei saloni o sul canale online per uomini e donne di tutte le età, dalle casalinghe alle imprenditrici, e per le aziende. Gli “studenti” hanno una media dai 30 ai 50 anni, la stragrande maggioranza è donna anche se l’Italia sembra stia per invertire la tendenza: le prime richieste di informazione sono arrivate dall’universo maschile. I corsi ospitano dalle 10 alle 15 persone, si seleziona in base alle esperienze ma soprattutto alla motivazione. C’è chi è appassionato di moda, ha studiato psicologia e comunicazione, ma c’è chi arriva anche dalla finanza.

Milano, 10 novembre - Alle spalle una laurea in Economia politica e una carriera avviata, come analista finanziaria per banche e istituti. Ma Valeria Viero sin da piccina è sempre stata affascinata dalla cosmetica, così non solo ha deciso di voltare pagina e di lavorare in quel mondo, ma ha preso il volo per Parigi per diplomarsi nell’Ecole Supérieure de Relooking e diventare personal shopper e consulente di immagine. Oggi, insieme a Sophie Pereira, apre la prima scuola in Italia.

Quando ha deciso di diventare personal shopper e consulente di immagine?

«Sentivo la necessità di avvicinarmi a quel mondo che mi aveva sempre affascinato. Sono nata circondata da Barbie, Baywatch, modelli che vedevo lontani da me: da piccola ero rotondetta, avevo i capelli corti e gli occhiali spessi. Ho scoperto in libreria l’«Arte di truccarsi», ero affascinata dalla possibilità di trasformare persone ordinarie in straordinarie, ero timida ma avevo voglia di giocare con l’immagine, per sentirmi meglio, indipendentemente da “canoni estetici”. E così mi sono detta, perché non mettere a disposizione degli altri quello che io avevo imparato su me stessa?».

Ha iniziato come autodidatta?

«In Italia ho cercato a lungo una formazione completa, qualcosa che mi desse un diploma e non solo un attestato di partecipazione, non trovandola sono partita per Parigi e ho conosciuto Sophie. Le ho parlato della mancanza in Italia di una scuola simile. Ci siamo dati due anni di tempo per studiarla, nel frattempo ho continuato a lavorare come personal shopper e consulente di immagine».

Chi sono i suoi clienti?

«Io svolgo la mia attività in Veneto, nella mia città natale in provincia di Vicenza, un paesino di 14mila anime. La sfida è più grande rispetto a una città come Milano, dove il mercato è pronto. Ho tre tipologie di clienti: l’universo femminile, quello maschile e le imprese».

Chi è la donna che si rivolge a lei?

«Spesso ha dai 40 ai 50 anni, è in una fase di passaggio o per una ragione professionale o personale: sente la necessità di rivedere la propria immagine e di adeguarla. Spesso si parte da una costatazione: “Faccio fatica al mattino, non so cosa mettermi” e si scopre che c’è stata un’evoluzione personale ma il guardaroba non è evoluto. Gli ambiti sono i più vari, si va dalla casalinga all’imprenditrice».

E gli uomini?

«Sono soprattutto imprenditori, molti vengono dall’ambito della banca e della finanza, manager o liberi professionisti».

Cosa chiedono?

«La motivazione è più professionale, molto meno personale: chiedono di adeguare un’immagine a quello che è il ruolo, di veiocolare un’immagine coerente. E poi c’è l’universo delle aziende per le quali svolgo corsi soprattutto di etichetta, protocollo».

Il “Galateo” dell’immagine?

«Insegno dal come scrivere una mail al ricevere clienti in modo corretto o come tenere una cena senza rischi di gaffes. In ambito aziendale ci si concentra molto sul codice non verbale. Sulla business etiquette. La richiesta è molto alta soprattutto per quelle aziende che sono piccole all’inizio e sono cresciute rapidamente e hanno necessità di mettere i manager a loro agio anche verso l’esterno».

Quanto può durare una consulenza?

«Si parte da un primo incontro per capire chi ho di fronte, la personalità, poi da lì si passa alla parte più tecnica, dalla revisione dei colori e delle forme, allo stile. Dall’accompagnamento nello shopping al salone. Ci sono clienti che ritornano e mi chiedono di vedere il guardaroba periodicamente, al cambio di stagione. Per la consulenza di immagine il lavoro può durare anche dai tre mesi all’anno».

Nel mondo dei fashion blogger, quanto è importante questa figura?

«Penso che i consulenti di immagine non possano improvvisarsi. Si chiede sempre più professionalità. Le richieste di figure specializzate arrivano dal mondo dello spettacolo, della politica ma sempre di più anche da persone ordinarie. Perché quando una persona ha gli strumenti e sa come comportarsi è più sicura di sé, si sente a suo agio e tutto il resto diventa più facile. Ci si concentra solo sul lavoro e ci si sente meglio con se stessi».