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7 lug 2018

La scuola che non accetta i disabili: "Senza bagni speciali qui è impossibile iscriverli"

Milano, la preside contro il Comune

7 lug 2018
marianna vazzana
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Teresa Fontana madre di uno degli alunni in difficoltà
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Teresa Fontana madre di uno degli alunni in difficoltà

Milano, 7 luglio 2018 - «Se non verranno eseguiti gli adeguamenti richiesti, l’inserimento degli allievi non sarà possibile». È la sostanza della lettera inviata da Elena Di Pierro, dirigente scolastico dell’elementare di via Graf 70 a Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano, agli uffici tecnici del Comune e alle famiglie di tre bambini con disabilità gravi che a settembre dovranno cominciare la prima elementare. Tradotto: gli alunni non potranno essere ammessi senza servizi adeguati. È una battaglia per avere un bagno disabili, attrezzato e idoneo anche per bambini con gravi patologie. E mentre scuola e Comune si passano la palla, i genitori restano nel limbo. «Mio figlio – protesta Teresa Fontana, mamma di uno degli alunni disabili, di 6 anni – ha il diritto di andare a scuola. Peraltro, non utilizza neppure il wc, non cammina e non può far nulla da solo. Più che del bagno ha bisogno di assistenza e di personale adatto. E poi l’eventuale “mancato inserimento” mi viene comunicato ora? In questo modo la scuola crea un disagio alle famiglie che hanno già problemi e che soffrono tutti i giorni per le patologie dei propri bambini».

Anche una seconda mamma, che chiede l’anonimato, sottolinea «il bisogno di assistenza adeguata». Una situazione che ha scatenato un vespaio. A segnalare il caso, su Facebook, è stato il presidente del Consiglio di Municipio 8, Fabio Galesi: «Trovo inaccettabile – scrive – la modalità di azione di una preside di una scuola elementare nei confronti degli alunni, dei genitori e il Comune di Milano. Condivido la battaglia ma non la modalità, visto che nella lettera divulga patologie dei bambini che hanno diritto a essere ammessi a scuola». La dirigente, che ieri in serata ha risposto al consigliere per iscritto, autorizzandolo a diffondere la sua versione sui social e alle famiglie interessate, ribadisce che «nel plesso di via Graf 70 manca il bagno dei disabili, sia per gli allievi sia per gli adulti». Lo scorso 14 giugno, spiega ancora Galesi, era arrivata tramite posta elettronica certificata la richiesta dall’istituto «sull’adeguamento dei servizi igienici per l’inserimento degli alunni disabili». Servizi igienici a norma e senza barriere architettoniche sono presenti nel plesso di fianco, in via Graf 74. Ma il servizio serve pure nella scuola al civico 70.

Problema che, annuncia Galesi, verrà presto risolto: «La preside richiede il recupero funzionale di uno spazio attualmente utilizzato come magazzino ma di fatto attrezzato come servizio igienico con una doccia con scaldabagno guasto, da destinare a “bagno speciale” in quanto da settembre ci sarà necessità di trattare disabili con gravi patologie che hanno bisogno di utilizzare una vasca o doccia per essere lavati costantemente. I lavori inizieranno, come già comunicato, entro questo mese e per settembre la scuola sarà attrezzata anche di doccia per lavare i bambini». «Le condizioni del bagno in cui gli allievi avrebbero dovuto essere accolti a settembre – si legge ancora nella nota della preside – sono così gravi che mi hanno spinto a chiedere all’ente locale interventi immediati. Diversamente, a settembre, i genitori degli allievi disabili mi avrebbero ritenuto responsabile dei mancati adempimenti». Non solo: «Nel documento di valutazione dei rischi del plesso, tra le tante e gravissime inadempienze strutturali si denuncia l’assenza totale del bagno disabili». L’auspicio di mamme e papà è che i nodi vengano sbrogliati entro pochi giorni. «A settembre – conclude la signora Fontana – i nostri bambini dovranno andare a scuola».

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