I mezzi dopo lo schianto in viale Bezzi
I mezzi dopo lo schianto in viale Bezzi

Milano, 29 febbraio 2020 - Sarà una guerra di perizie a decidere cosa sia veramente avvenuto la mattina del 7 dicembre tra viale Bezzi e via Marostica, quando il filobus della linea 90-91 si è scontrato con il mezzo dell’Amsa: bilancio, un morto e 18 feriti. Per ora entrambi i conducenti, quello dell’Atm e quello dell’Amsa, sono indagati a piede libero per omicidio colposo. Gli investigatori, coordinati dal pm Rosaria Stagnaro, hanno confermato che l’autista, F.G. 28 anni, assunto da otto mesi, in prova da Atm, non era al telefono al momento dello schianto e non sarebbe stato impegnato in altre attività, come compilare il cedolino delle presenze, ipotesi apparsa in un primo momento. I racconti dei testimoni che quella mattina erano sul bus sono stati giudicati "inattendibili", perché inevitabilmente alterati dallo stato d’animo di chi li ha riportati.

Ci sarebbero solo due testimoni che hanno reso un racconto lucido, non coinvolti direttamente nella vicenda, ma semplici passanti che avrebbero assistito all’incidente e sono racconti giudicati interessanti dagli investigatori, perché concordanti su alcuni punti. Le perizie si concentrano quindi solo su un "errore" di manovra, consistito sì nel passaggio con il semaforo rosso, attribuibile al conducente Atm, ma non solo. I superperiti chiariranno le dinamiche della manovra di entrambi i mezzi per stabilire con certezza il bilanciamento esatto delle responsabilità.

Non ci saranno soltanto esami tecnici sui mezzi (a quello sul tram 90 sarà presente anche la pm Stagnaro), ma anche una relazione finale scritta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, sulla conseguenza della cinetica dell’impatto che aiuteranno a covalidare la dinamica dell’incidente. Probabilmente l’autista dell’Atm verrà risentito. Nel primo interrogatorio aveva raccontato che il malore avuto proprio il giorno dell’incidente non sarebbe stato il solo, ma sarebbe stato preceduto "da altri episodi", più o meno gravi. Qualche giorno prima dell’incidente tra il filobus della linea 90 e il camion della raccolta rifiuti dell’Amsa aveva avuto lo stesso malore mentre aspettava un turno di scorta, aveva raccontato, non sa se dovuto a un problema di pressione o cervicale, dolore passato senza ricorrere alle cure mediche. Durante l’interrogatorio a F.G. è stata mostrata la planimetria dell’incidente e gli è stata fatta riascoltare la telefonata fatta da lui alla centrale operativa.