Scontri prima di Inter-Napoli, un morto e quattro feriti
Scontri prima di Inter-Napoli, un morto e quattro feriti

Milano, 21 gennaio 2019 - Nino Ciccarelli, capo ultras dell'Inter e arrestato giovedi' scorso, ha ammesso di aver partecipato agli scontri tra tifosi in via Novara prima di Inter-Napoli, ma ha negato di aver avuto un ruolo organizzativo. Lo fa sapere il suo legale, Mirko Perlino, all'uscita dal carcere San Vittore dove si e' svolto l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Guido Salvini nel quale Ciccarelli ha risposto ad alcune domande dei magistrati e fatto dichiarazioni spontanee. Interpellato su una sua partecipazione alla riunione al pub "Cartoons" dove, secondo gli inquirenti, si sarebbe pianificato l'assalto agli ultras napoletani, Ciccarelli ha negato di averci preso parte e di essere solo passato casualmente nel locale. Ha inoltre dichiarato di non aver visto nulla riguardo al
momento dell'incidente in cui e' stato investito Daniele "Dede" Belardinelli, ultras del Varese morto poi in ospedale.

Sempre secondo quanto riferito dal suo difensore, Ciccarelli ha confermato quanto gia' dichiarato in un interrogatorio in Questura ovvero di essere passato per caso in via Novara e di aver preso parte agli scontri in sostegno dei suoi amici ultras nerazzurri.
Ai magistrati inoltre non ha fornito informazioni o nominativi sugli altri partecipanti agli scontri. I difensori Mirko Perlino e Carlo Melzi d'Eril nelle prossime ore presenteranno un'istanza per la concessione degli arresti domiciliari del loro assistito.

Intanto Marco Piovella, detto 'il Rossò, e arrestato il 31 dicembre nell'inchiesta sugli scontri di Santo Stefano prima di Inter-Napoli, deve restare in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano, respingendo l'istanza di scarcerazione della difesa e confermando l'ordinanza cautelare del Gip Guido Salvini. Oltre al capo dei Boys della curva interista, devono restare in carcere anche Francesco Baj e Simone Tira, altri due ultras arrestati subito dopo i fatti.