Nino Ciccarelli durante una partita
Nino Ciccarelli durante una partita

Milano, 22 gennaio 2019 - Nino Ciccarelli, il fondatore dei Viking, storica fazione dei tifosi ultrà interisti, dal carcere in cui è rinchiuso da giovedì scorso, ha ammesso davanti al gip Guido Salvini di avere partecipato agli scontri del 26 dicembre, prima di inter-napoli, durante i quali è morto il tifoso Daniele Belardinelli. “Dede” è stato schiacciato da un’auto, una volvo nera, sulla quale viaggiavano quattro persone, tutte indagate per omicidio volontario. l’avvocato mirko perlino che difende Ciccarelli ha confermato che davanti al pm michela bordieri il suo assistito ha raccontato, come già aveva detto in un interrogatorio in questura da cui uscì indagato, di essere passato «per caso» in via novara e di essersi poi unito agli amici ultras negli scontri con i napoletani nei quali è rimasto ferito alle gambe, come testimoniano le immagini dalla digos.

Come spiegato sempre dal difensore, il capo dei viking, con 12 anni di carcere alle spalle e anche una condanna per tentato omicidio, ha ribadito di non essere stato presente all’incontro preparatorio in un pub vicino a via novara dove si radunarono, secondo l’accusa, molti ultras e capi curva prima dell’agguato. Ciccarelli, nell’interrogatorio durato circa un’ora, non ha risposto alle domande riguardo all’investimento di Daniele Belardinelli, ha raccontato al gip di non avere visto nulla. nell’interrogatorio in questura aveva spiegato di aver notato soltanto un corpo a terra e successivamente il passaggio di due macchine. l’avvocato Perlino ha chiarito, inoltre, che nelle prossime ore avanzerà un’istanza per la concessione dei domiciliari a ciccarelli, arrestato nell’ultima tranche di misure cautelari assieme all’ultrà del varese alessandro martinoli. anche lui davanti al gip venerdì scorso ha ammesso la partecipazione agli scontri e anche di aver ferito con un coltello un ultrà napoletano.

Stando al racconto reso davanti al gip, Ciccarelli si sarebbe unito quasi per caso ai suoi amici per partecipare ai tafferugli e si sarebbe ferito alle gambe cadendo a terra sui cocci. a smentirlo però c’è, agli atti, la testimonianza di luca da ros detto “il gigante”, arrestato poche ore dopo i fatti insieme a francesco baj e simone tira: il 21enne, l’unico ad aver infranto il muro dell’omertà degli ultrà, ha dichiarato di aver visto ciccarelli alle 17.50 davanti al cartoons’ pub di via filiberto, il luogo scelto dagli organizzatori della guerriglia come il punto di ritrovo per chi poi avrebbe partecipato agli scontri in via novara.