Scontri prima di Inter-Napoli, un morto e quattro feriti
Scontri prima di Inter-Napoli, un morto e quattro feriti

Milano 23 gennaio 2019 - «Belardinelli era un mio amico», ha detto durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini, il fondatore dei «Viking» Nino Ciccarelli, a proposito del tifoso morto investito da un’auto (o forse due, le indagini non hanno ancora chiarito) durante gli scontri prima di Inter - Napoli, il 26 dicembre scorso. Ciccarelli ha precisato di non avere visto la scena dell’investimento, nè di essersi accorto che fosse successo qualcosa di così grave: «c’erano tante persone a terra. Io ero in una posizione per cui non mi potevo accorgere dell’investimento».

Lo storico capo ultrà, arrestato quattro giorni fa, nell’interrogatorio in carcere duranto oltre un’ora, non ha voluto parlare di presunti ruoli organizzativi in quell’agguato contro i supporter napoletani. La deposizione di Ciccarelli non ha convinto molto gli inquirenti e per lui non sono state presentate istanze di scarcerazione. Nel frattempo, in carcere deve rimanere anche Marco Piovella, detto «il Rosso», ritenuto il capo del gruppo Boys della curva interista e un altro dei sei arrestati per rissa aggravata nell’inchiesta della Digos, coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame (Tacconi-Amicone-Alonge, motivazioni tra 30 giorni), che ha confermato la misura cautelare anche per Francesco Baj e Simone Tira, i primi arrestati assieme al 21enne Luca Da Ros, che ha ottenuto i domiciliari facendo, tra gli altri, i nomi proprio di Piovella e Ciccarelli. Da Ros avrebbe raccontato il ruolo che hanno avuto gli amici, tra cui Ciccarelli.

Ora gli investigatori stanno cercando ancora di capire cosa sia successo davvero quel pomeriggio di festa prima della partita Inter-Napoli. Chi avrebbe potuto soccorrere il povero Belardinelli, rimasto a terra per dieci minuti dopo essere stato schiacciato dalla Volvo nera ed eventuali responsabilità per omissione di soccorso. Tutti gli identificati, circa una trentina sono indagati per omicidio volontario.