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25 apr 2022

Addio a Roberto Masotti, la città piange il fotografo della Scala e della musica

Grande artista della musica e dell’immagine, aveva raccontato le note attraverso alcuni scatti che sono diventati celebri

Da sinistra le prove di Ragtime; Il lago dei cigni con Alessandra Ferri e Carla Fracci; a destra Roberto Masotti
Le èrove di ragtime in teatro immortalate da Masotti

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Milano - Se ne è andato Roberto Masotti, il fotografo della musica che, con la sua arte, ha raccontato la storia dell’Italia in note. Era nato a Ravenna nel 1947, la sua carriera era però legata profondamente a Milano, sua città d’adozione, qui si era definitivamente trasferito nel 1974, e assieme alla compagna Silvia Lelli ha formato la coppia di fotografi ufficiali del Teatro alla Scala dal 1979 fino al 1996: gli anni d’oro del Piermarini. Insieme hanno fotografato i grandi maestri che si sono esibiti sul palco più ambito del Paese, esplorato le performing arts, realizzato una serie di libri, mostre e installazioni di altissimo livello.

Davanti ai loro obbiettivi sono passati i nomi più importanti del teatro milanese, dai protagonisti dello spettacolo e della musica, nazionali e internazionali: da Battiato a Keith Jarrett, da Demetrio Stratos a John Cage, passando per Miles Davis, Frank Zappa, Pina Bausch, Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Riccardo Muti, Carla Fracci, solo per citare alcuni nomi. Lavori, quelli del duo Lelli&Masotti che sono andati oltre la fotografia per diventare immagini simbolo di un certo mondo d’arte. Gli scatti della coppia sono diventate icone, esposte in numerosi allestimenti e divenuti libri fotografici importanti.

Roberto Masotti resterà uno dei fotografi più conosciuti e apprezzati all’interno del panorama musicale internazionale con quella sua capacità e riconosciuta sensibilità nel cogliere l’attimo dell’esibizione musicale e della vita degli artisti, quell’attimo che racchiudeva tutta la poesia della performance. Alcune delle immagini sono state utilizzate per copertine di dischi, di libri e per pubblicazioni importanti.

Masotti, fra l’altro, è stato tra i fautori di una rivista chiamata "Gong", divenuta la più alta testimonianza a livello di critica musicali negli anni ‘70. Il suo amore per la musica lo aveva poi portato a lavorare con l’etichetta tedesca ECM, per la quale ha realizzato scatti di grande atmosfera che comunicano stati di sospensione di tempo e spazio. Il jazz era il suo grande amore, nei festival non mancava mai. Nel 2017 al Mar, (museo d’arte della città di Ravenna) era stata allestita una mostra del suo lavoro svolto negli anni assieme a Silvia.

Foto «vive», perché Masotti riusciva a catturare l’attimo della grande passione per la musica. Una carrellata di scatti in cui si vedeva un giovanissimo Jan Garbarek intento a suonare il sax e lo scatto di Masotti esaltava il sorriso di un felice Keith Jarrett al piano. In un’altra foto coglieva l’attimo in cui Leonard Bernstein, durante una prova a Milano, chiudeva gli occhi, mentre portava una mano sul petto, come per far entrare la musica nel suo cuore.

 

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