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26 apr 2022

Scala, i talenti del balletto in scena al Piccolo Teatro

Da domani a sabato gli allievi della Scuola di Ballo nello spettacolo ideato dal direttore Frédéric Olivieri sul Concerto per due violini di Bach

26 apr 2022
elisa guzzo vaccarino
Cronaca

Milano

di Elisa Guzzo Vaccarino

È primavera per le ragazze e per i giovani in fiore della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala; dal 27 al 30 aprile sono di scena in tutta la loro freschezza sul palcoscenico del Piccolo Teatro-Strehler con un programma che coinvolge tutti gli otto corsi. Lo spettacolo si apre con il défilé ideato dal direttore Frédéric Olivieri sul “Concerto per due violini e orchestra in re minore” di Johann Sebastian Bach, presentando una classe dopo l’altra.

Seguono due creazioni di balletto contemporaneo, firmate da autori italiani. La prima è di Matteo Levaggi, eclettico e versatile, da sempre aperto a ibridare i linguaggi artistici. Si tratta di “Largo”, ideato nel 2007 al Ballet du Grand Théâtre de Genève su Sciostakovic, per due grandi ballerini classico-moderni come Céline Cassone e Bruno Roy, visto a Parigi, a Miami e New York. Per le recite milanesi Levaggi aggiunge una figura maschile, su un’altra composizione musicale, la “Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo” di Johann Sebastian Bach eseguita in scena dal vivo da Sofia Bellettini, ex allieva del Corso di perfezionamento per professori d’orchestra dell’Accademia della Scala. È lo stesso Levaggi a sottolineare come abbia voluto adesso "rigenerare i passi originali del balletto infondendo più energia, più ampiezza nello spazio, e una nuova musicalità, una nuova vita".

La seconda creazione è di Valentino Zucchetti, formato tra la scuola della Scala e la Royal Ballet School, oggi First Soloist del Royal Ballet, che si è già distinto per piùesperienze coreografiche, non ultima Anemoi, al debutto in prima mondiale con successo alla Royal Opera House nel 2021. La sua novità per questa occasione è “Canone Allegro”, sul primo movimento del “Concerto per violino e orchestra, op. 64” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, pensato per quattordici danzatori, undici ragazzi e tre ragazze fra i 16 e i 18 anni, dal 6° all’8° corso, in un susseguirsi di passi che richiedono il massimo impegno esecutivo e interpretativo. Spiega Zucchetti "la scelta di una coreografia a canone permette di cavalcare l’onda delle strutture musicali, portando i ballerini a un livello tecnico superiore e chiedendo loro di impiegare l’energia vibrante che richiede la musica".

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