Ballerini alla Scala
Ballerini alla Scala

Milano - Il caso è emerso nella tarda serata di giovedì, a valle del consueto screening sugli artisti impegnati negli spettacoli della Scala: una ballerina è risultata debolmente positiva al tampone. Nonostante tutti gli altri colleghi fossero negativi, il sovrintendente Dominique Meyer ha privilegiato la linea della massima prudenza e ha rinviato "a titolo cautelativo la registrazione della serata “Omaggio a Nureyev“, che era programmata per questo pomeriggio ( ieri, ndr )" e che "avrebbe dovuto essere trasmessa in streaming domenica 28 febbraio ( domani, ndr ) sul sito e sui canal social del teatro". In serata, stando a quanto risulta al Giorno , è arrivata la notizia che la danzatrice sarebbe risultata negativa a un nuovo tampone di controllo.

«Le nuove date di registrazione e trasmissione in streaming saranno comunicate prossimamente", la chiosa. Inutile aggiungere che si tratta dell’ennesimo ostacolo frapposto dal Covid sull’accidentato cammino del Piermarini, che sta faticosamente provando a tenere viva l’attività nonostante l’assenza di pubblico e l’azzeramento dei ricavi da biglietteria.

D’altro canto, ieri è arrivata una buona notizia, pur con tutte le cautele del caso. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha incassato il sì del Comitato tecnico-scientifico sulla riapertura di teatri e cinema dal 27 marzo, a patto che la Regione che li ospita si trovi in zona gialla e che vengano rispettate stringenti regole anti-contagi. "Il confronto con il Cts e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura dei teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend", il tweet. Gli esperti hanno validato il protocollo presentato, prevedendo una capienza del 25% (massimo 200 persone al chiuso e 400 all’aperto), e ribadito che dovrà comunque essere fatta una valutazione 15 giorni prima della data fissata.

La conferma è arrivata in serata dalla bozza del nuovo Dpcm: la riapertura sarà consentita a chi garantirà "posti a sedere preassegnati e distanziati", e "a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi". Una luce in fondo al tunnel. Anche se le incognite restano, a cominciare dalla situazione epidemiologica in Lombardia: da lunedì sarà zona arancione, quindi l’auspicio degli operatori dello spettacolo dal vivo è che in un mese la situazione migliori e che si possa tornare in "giallo" per cogliere l’opportunità. "Ho avuto la notizia della riapertura dei teatri il 27 marzo mentre stavo studiando la Messa solenne di Beethoven che eseguirò a Salisburgo nel prossimo festival, ero proprio sul brano del finale che recita “dona nobis pacem“. Mi è sembrata la pace dell’anima che viene dalla cultura, dalla bellezza, dall’armonia, una notizia che aspettavamo tutti con trepidazione – il commento all’Ansa del maestro Riccardo Muti –. È un segno dell’attenzione del nostro Paese che il ministro Franceschini ha ottenuto". Del resto, ha concluso, i teatri, "con le dovute attenzioni, sono i luoghi più sicuri del mondo".