Una manifestazione di operatori sanitari contro il vaccino obbligatorio
Una manifestazione di operatori sanitari contro il vaccino obbligatorio

Milano, 24 luglio 2021 - Un massofisioterapista che ha rifiutato di vaccinarsi, in servizio all’Asst Santi Paolo e Carlo, è stato messo in aspettativa non retribuita. Stesso destino per un operatore socio sanitario in una struttura milanese. Sono i primi provvedimenti finiti sul tavolo della Fp-Cgil di Milano nei confronti di personale sanitario non vaccinato in città.

"Nei prossimi giorni prevediamo numeri maggiori – spiega Isa Guarneri, segretaria del sindacato dei dipendenti pubblici – noi chiediamo che, quando è possibile, vengano destinati a mansioni non a contatto con il pubblico. In questi giorni tanti dipendenti non ancora vaccinati si sono decisi ad aderire alla campagna, anche per il timore di conseguenze sul lavoro. Sono rimasti solo i “no vax“ più convinti". Il giro di vite è stato, per ora, soft in Lombardia. Pochi i provvedimenti stabiliti dal Decreto Covid nei confronti degli operatori esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che lavorano in strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, in farmacie, parafarmacie e studi professionali non vaccinati contro Sars-Cov2.

Sono previste, in particolare, sanzioni ‘progressive’ che vanno dalla sospensione del diritto di svolgere mansioni che implichino il rischio di diffusione del contagio da SarsCov2 fino alla sospensione senza stipendio. Nella vicenda si è inserito anche il ricorso al Tar presentato da sanitari “no vax“ contro l’obbligo vaccinale che secondo loro violerebbe la libertà di scelta.

Solo tra Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova se ne contano più di 300 che hanno presentato ricorso al Tar di Brescia per chiedere l’annullamento dell’obbligo vaccinale, altri 200 hanno fatto la stessa cosa a Milano. "Il Tar per la Lombardia ha disposto su istanza dei ricorrenti la fissazione dell’udienza di merito, auspicabilmente entro fine anno, con possibilità per i ricorrenti richiedere la sospensione cautelare, ove dovessero intervenire ulteriori provvedimenti dell’Asl", ha spiegato il professor Daniele Granara, legale dei ricorrenti. "Sono certo - ha aggiunto il legale - che in sede di decisione saranno valutate con attenzione le buone ragioni dei ricorsi".